Meritava un premio questa pellicola diretta con maestria e ben interpretata dalla coppia di protagonisti. Un film delicato, commovente. Diretto da Daniela Porto (autrice del libro omonimo dal quale il film è tratto) e Cristiano Bortone 

Marta (Ludovica Martino) è una giovane donna che nell’immediato Dopoguerra cresce da sola, in un paesino dell’entroterra calabrese, il suo bambino frutto dell’amore con un giovane morto al fronte. La sua scelta è condannata da parenti e paesani, ma lei la difende con coraggio e resilienza in un’Italia che comincia da poco a scoprire i timidi sussulti delle rivendicazioni femminili. A un certo punto, però, la pressione familiare e sociale la portano ad accettare le nozze con un vedovo molto più grande di lei. Ma in attesa del fatidico giorno sarà proprio l’incontro con Lorenzo (Marco Leonardi), sacrestano omosessuale, garbato e sensibile, a farle cambiare rotta. Un’eccellente ricostruzione storica, un trucco sapiente, un gioco di chiaroscuri e i bei dialoghi danno forma e carattere a una pellicola che affronta due tematiche che 80 anni fa erano un grande tabù: essere una ragazza madre ed essere gay. Ma che raccontano anche le geometrie dell’anima nell’affrontare le scelte di vita e di amore. Quelle, anche nel tempo, non cambiano, perché sempre e comunque, o si ha coraggio oppure no!    

Maria Grazia Galati

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