Alla Direzione della Filarmonica del Lussemburgo
Oggetto: Concerto dell’Orchestra Filarmonica d’Israele del 9 novembre 2025 Lussemburgo

L’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha come compito fondamentale quello della memoria e della custodia della storia della resistenza contro il fascismo e il nazismo, perché azioni contro l’umanità come quelle a cui abbiamo assistito nel Novecento non si ripetano mai più.
Tra gli eventi che monitoriamo ci sono anche le strategie di propaganda culturale dei regimi fascisti: concerti, mostre, tournée artistiche utilizzate come strumenti per coprire e legittimare crimini atroci.
È con questa consapevolezza storica che guardiamo oggi al concerto dell’Orchestra Filarmonica d’Israele in programma il 9 novembre 2025 alla Filarmonica del Lussemburgo. Un concerto che, al di là del valore musicale degli artisti, non può essere considerato neutrale: l’Orchestra Filarmonica d’Israele non è un’istituzione apolitica. È finanziata dal Ministero degli Affari Esteri israeliano e si fregia di essere il più
grande ambasciatore culturale del Paese e rientra nell’operazione di propaganda culturale chiamata “Brand Israel”, un tentativo di distogliere l’attenzione dalle gravi violazioni del diritto umanitario e internazionale che Israele compie da anni in Palestina.
Il 17 settembre 2025 il direttore della Filarmonica del Lussemburgo Stephan Gehmacher ha giustificato la presenza del direttore d’orchestra Lahav Shani, escluso dal festival di Ghent per la mancata chiarezza sulla sua posizione rispetto al “genocidio”, appellandosi all’idea della musica che unisce. Ma chi unisce esattamente? Israele con il Lussemburgo? Questa retorica legittima la costruzione di ponti culturali con uno Stato “genocidario”. Oggi ciò che dovrebbe unirci è la solidarietà con la popolazione di Gaza che soffre e la volontà di porre fine al più presto all’iniziativa militare di Israele per dare spazio agli aiuti umanitari necessari. Il concerto del 9 novembre non sarà ricordato come un evento che unisce, ma come
un’operazione di propaganda culturale volta a ripulire l’immagine di un governo che conduce un genocidio a Gaza e che ci ha visti complici.
Il nostro compito, oggi come ieri, è prevenire e denunciare, perché siamo consapevoli del passato. La musica, come ogni forma d’arte, dovrebbe essere al servizio della pace e della dignità umana, non di chi le calpesta.
Richiesta
Chiediamo che la Filarmonica del Lussemburgo consenta la presenza dell’Orchestra Filarmonica d’Israele solo a fronte di una dichiarazione pubblica dell’Orchestra israeliana che condanni il genocidio a Gaza e prenda le distanze dal governo israeliano e dalle sue politiche di apartheid e occupazione.
In assenza di questo atto di chiarezza e responsabilità morale, riteniamo che ospitare il concerto significhi legittimare una forma di propaganda culturale incompatibile con i valori di un’entità pubblica. Con fermezza, ma anche con rispetto per la musica e per chi la ama, chiediamo dunque che la Filarmonica del Lussemburgo annulli il concerto se non verranno rispettate queste condizioni minime di dignità e umanità.
ANPI Lussemburgo
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sottoscrivono la lettera:
Centre Culturel Altrimenti
Circolo culturale e ricreativo “Eugenio Curiel”
PassaParola Media Group