Il Nippon Connection Film Festival, giunto quest’anno alla sua 25ª edizione (27 maggio – 1 giugno 2025 – Francoforte sul Meno), ha offerto un’esperienza cinematografica indimenticabile con la proiezione sold-out dell’anime (come, cinematograficamente parlando, si chiamano i cartoni animati o i film d’animazione giapponesi, ndr) “The Birth of Kitaro: The Mystery of Gegege”. L’evento ha visto la partecipazione del regista Go Koga e del produttore Keisuke Naito, che hanno introdotto il film e partecipato a una sessione di domande e risposte al termine della proiezione, offrendo preziose intuizioni sul loro lavoro

 Keisuke Naito  e Go Koga (Foto Elisa Cutullè )

Il film, un prequel realizzato per celebrare il 100° anniversario della nascita di Shigeru Mizuki, celebre autore di manga, non è solo un horror affascinante, ma anche un profondo viaggio attraverso un secolo di storia giapponese e le sue turbolenze. Come spiegato dal produttore Keisuke Naito, l’intento era di mostrare “questi 100 anni di storia in Giappone, i molti sviluppi che ha visto”. Il film si discosta dalle precedenti produzioni del franchise, spesso destinate ai bambini, proponendosi come un’opera per un pubblico più maturo, ricco di riferimenti culturali e storici significativi.

Trama e scene cruenti

La trama del film si concentra su Mizuki, un impiegato della Banca Imperiale del Sangue, che si reca nel remoto villaggio di Nagura con una missione segreta, fingendo di partecipare al lutto per la morte del capo della famiglia Ryuga, che controlla segretamente la politica e la finanza del Giappone. Contemporaneamente, il padre di Kitaro arriva nel villaggio alla ricerca della moglie scomparsa. Insieme, Mizuki e il padre di Kitaro si trovano coinvolti in una serie di eventi oscuri e misteriosi, svelando i segreti della potente famiglia Ryuga e affrontando creature soprannaturali, gli yokai, tipici del folklore giapponese.

Il film non edulcora la violenza e la crudeltà della guerra, basandosi sulle esperienze dirette di Shigeru Mizuki. Le scene di guerra, infatti, sono tratte dai suoi manga e riflettono le sue memorie di soldato sopravvissuto a missioni suicide, definite eufemisticamente “belle morti per il paese”. Il produttore Naito ha sottolineato come il film esprima “questa rabbia, la sensazione di impotenza e la rabbia contro questo trattamento davvero codardo dall’alto”, riferendosi all’ordine di morire impartito ai soldati sopravvissuti. Queste scene, basate su eventi reali, mostrano la brutalità e l’insensatezza della guerra, senza risparmiare allo spettatore la durezza delle esperienze vissute da Mizuki.

Temi e scelte artistiche

Uno degli aspetti più sorprendenti del film è la sua onestà nel rappresentare le crudeltà della guerra, basandosi sulle esperienze personali di Mizuki, sopravvissuto a missioni suicide (eufemisticamente definite “belle morti per il paese”) e costretto a fronteggiare l’indifferenza e l’ordine di morire da parte delle autorità. “Questa è una vera crudeltà che l’autore Mizuki ha vissuto”, ha sottolineato il produttore, aggiungendo che il film esprime “questa rabbia, la sensazione di impotenza e la rabbia contro questo trattamento davvero codardo dall’alto”.

L’estetica del film è altrettanto notevole. Il produttore e il regista hanno sottolineato le scelte cromatiche e l’uso della luce, atta a sottolineare l’interazione tra luce e oscurità e l’uso di una palette di colori tenui, con l’eccezione del rosso vivo. Naito ha spiegato che, pur essendo un film horror, voleva anche mostrare “la bellezza del Giappone”, in particolare attraverso la luce naturale. Per quanto riguarda il rosso, ha rivelato che è un colore “molto importante” nella cultura giapponese, che simboleggia il sole, il sangue e ha un forte significato estetico, richiamando ad esempio i tradizionali archi Torii.

La trama si concentra sul personaggio di Mizuki (diverso dall’autore stesso, sebbene a lui ispirato), che entra nel misterioso villaggio di Nagura in cerca della moglie del padre di Kitaro. Lì, i due si trovano a dover svelare i segreti della famiglia locale. La scena preferita del produttore è proprio l’ingresso di Mizuki a Nagoda, dove “vede il vecchio Giappone, il vecchio Giappone dell’era, che in qualche modo sembra che ricordi al popolo giapponese i vecchi tempi e allo stesso tempo è un po’ inquietante”.

Riconoscimenti e prospettive future

“The Birth of Kitaro: The Mystery of Gegege” ha già ricevuto numerosi riconoscimenti, testimoniando il suo successo di critica e pubblico. È stato candidato al prestigioso Japan Academy Film Prize nella categoria “Miglior film d’animazione” e ha vinto il premio come Miglior film ai 7th Chofu Film Town Awards. Al Tokyo Anime Award Festival (TAAF) 2025, ha dominato diverse categorie individuali, vincendo il premio per la Migliore Opera Originale/Sceneggiatura (Hiroyuki Yoshino), Miglior Animatore (Tōko Yatabe) e Miglior Direttore artistico/colore/effetti visivi (Mai Ichioka). Ha inoltre ricevuto l'”Anime Fan Award” con un’ampia votazione popolare. Il film è stato anche selezionato per il prestigioso Annecy International Animation Film Festival 2024 nella categoria Contrechamp.

Il produttore ha espresso la speranza che il successo di questo film possa aprire la strada a future produzioni “Gegege” per adulti. Il Festival Nippon Connection ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di presentare opere significative che non solo intrattengono, ma stimolano anche la riflessione, consolidando il suo ruolo di piattaforma cruciale per il cinema giapponese contemporaneo.

Elisa Cutullè

Foto cover: Copyright for The Birth of KitaroFULL©”Kitaro Tanjo Gegege no Nazo”Production Committee©2025 polyband Medien GmbH. Allrights reserved

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