Il concerto di Mariza al Dresdner Musikfestspiele (uno dei festival di musica classica più grandi e moderni d’Europa  che si tiene ogni anno, dal 1978, tra la metà di maggio e l’inizio di giugno, ndr) è stato un evento che ha riempito il Kulturpalast della città tedesca fino all’ultima poltrona, testimoniando l’attesa e l’affetto del pubblico per la regina del fado, simbolo della cultura portoghese

Quest’anno, il festival ha abbracciato il tema profondo e universale dell’amore (“LIEBE”), e la performance di Mariza ha incarnato perfettamente questo spirito, trasportando gli spettatori in un viaggio emotivo che ha toccato le corde più intime dell’anima. I Dresdner Musikfestspiele, che si tengono quest’anno dal 17 maggio al 14 giugno, si sono riconfermati un punto di riferimento culturale in Europa, offrendo una programmazione ricca e diversificata, di cui il concerto di Mariza è stato senza dubbio uno dei momenti più luminosi.

Konzert der Dresdner Musikfestspiele mit der Fado – Saengerin Mariza am 29.05.2025 im Kulturpalast . Foto: Oliver Killig

Dal momento in cui Mariza è salita sul palco, l’atmosfera si è fatta elettrica. Con la sua presenza carismatica e la sua voce inconfondibile, ha dimostrato ancora una volta perché è considerata una delle più grandi interpreti del fado, il genere musicale portoghese che, ricordiamo, dal 2011 è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio intangibile dell’umanità.  Ad accompagnarla, un quintetto di musicisti eccezionali, veri maestri dei loro strumenti, che hanno saputo creare un tappeto sonoro ricco e avvolgente, esaltando ogni sfumatura della voce di Mariza. Sul palco, al fianco della cantante portoghese d’origine mozambicana, c’erano:

  • Luís Guerreiro alla chitarra portoghese, con le sue melodie evocative e malinconiche.
  • Carlos Ferreira alla chitarra fado, il cui accompagnamento ritmico e armonico è stato la spina dorsale di ogni brano.
  • Adriano Alves anch’egli alla chitarra, aggiungendo profondità e texture all’arrangiamento.
  • João Frade alla fisarmonica, che ha introdotto accenti inaspettati e un tocco di gioia e nostalgia.
  • João Freitas alla batteria, che ha fornito un ritmo solido e dinamico, pur mantenendo la delicatezza necessaria per il Fado.

La scaletta del concerto è stata un equilibrio perfetto tra omaggi sentiti e nuove scoperte. Mariza ha reso un tributo commovente ad Amália Rodrigues, la leggendaria Regina del Fado, con interpretazioni che hanno onorato la sua memoria pur mantenendo la propria unicità. Ogni nota era intrisa di rispetto e ammirazione per colei che ha aperto la strada al Fado nel mondo. Ma la serata non è stata solo un tuffo nel passato; Mariza ha anche offerto al pubblico un’anticipazione del suo prossimo album, “Amor”, presentando brani ancora inediti. Queste nuove canzoni, che esplorano il tema dell’amore in tutte le sue sfaccettature, hanno mostrato l’evoluzione artistica di Mariza, la sua capacità di innovare pur rimanendo fedele alle radici del Fado. Le melodie inedite hanno già catturato il cuore del pubblico, promettendo un album che sarà un altro capolavoro nella sua discografia.

Uno dei momenti più indimenticabili del concerto è stata la passeggiata della cantante tra il pubblico. Senza esitazione, ha lasciato il palco per immergersi tra gli spettatori, cantando e interagendo con loro. Questa vicinanza ha creato un’intimità straordinaria, trasformando un grande teatro in un ambiente quasi familiare. La sua chiacchierata spontanea, i suoi sorrisi e il suo calore umano hanno reso la serata ancora più speciale, rivelando la sua autenticità e la sua capacità di connettersi profondamente con le persone. È stato un gesto che ha reso la “regina del Fado” incredibilmente umana e accessibile.

In sintesi, il concerto di Mariza ai Dresdner Musikfestspiele è stata un’esperienza musicale e umana indimenticabile. Ha celebrato il Fado in tutte le sue sfumature, l’amore come tema universale del festival e la magia di un’artista che, con la sua voce e la sua presenza, continua a incantare il mondo. Una serata che rimarrà a lungo nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di esserci.

Elisa Cutullè (Foto : Oliver Killig)

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