La storia del più grande autore di colonne sonore per il cinema raccontata da un maestro della cinepresa


Ennio di Giuseppe Tornatore non è un documentario, è un film: meraviglioso, appassionante, commovente. Ti alzi dalla poltrona mentre scorrono i titoli di coda e ti spiace che (dopo ben 2 ore e mezza) sia già finito. Il regista premio oscar ha dedicato al Maestro una pellicola che lo celebra senza retorica, che lo svela come uomo nella sua quotidianità, nella sua semplice umiltà, regalandoci un ritratto poetico, sincero, commovente. La pellicola non tralascia nulla: interviste a chi ha lavorato con e per lui, spezzoni di film, aneddoti, biografia. E poi l’amore di una vita, la moglie Maria Travia, che per prima in assoluto ascoltava le sue composizioni e ne decideva, per scelta di Morricone stesso, la sorte. Attraverso immagini, ricordi, commenti si scopre un uomo che, come dichiara in una delle tante interviste Marco Tullio Giordana, era ”posseduto dalla musica’’. Il film è un capolavoro del genere, con il tocco di un regista a 5 stelle. Dal montaggio alle inquadrature alle interviste: tutto è cucito in modo magistrale. Ed è così che il racconto si affranca dal banale linguaggio documentaristico e diventa lungometraggio, racconto, narrazione, dove musica e Settimana Arte si coniugano in perfetto equilibrio. Il festival continua. 

Giovedì 10 novembre alle ore 20 appuntamento con i vincitori della 45ma edizione e poi il film (in prima assoluta in Francia) Colibrì, di Francesca Archibugi, con Pierfrancesco Favino, tratto dall’omonimo libro di Sandro Veronesi, Premio Strega 2020.  


Maria Grazia Galati  

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