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E siamo arrivati all’estate. Sicuramente la più improbabile che potessimo aspettarci. Reduci dalla « clausura forzata » della pandemia, scettici nella fase 2, divisi in due categorie della fase 3: cauti con buon senso e incauti con menefreghismo. In qualche modo cerchiamo tutti di (ri)partire, proprio come abbiamo strillato in copertina. Come? Con questo numero che sarà l’ultimo in formato solo digitale e, quindi, eccezionalmente gratuito anche per chi non è abbonato. Con una proposta di viaggio volutamente alternativa, scegliendo una meta classica delle nostre vacanze italiane, la Sardegna, ma proponendovela nel suo aspetto più originale e inconsueto.

Fedeli a quello spirito che ci vuole sempre alla ricerca di informazioni e suggerimenti fuori dall’ordinario. E con un’immagine che è anche metafora della nostra Rivista, da sempre un « ponte » fra il Granducato e il Belpaese. Perché dalle miniere dismesse del Sulcis a quelle chiuse da tempo del Sud del Lussemburgo o della Lorena il passo è breve; ed è un passo che accomuna la storia degli operai italiani, vicini (anche se distanti) nella fatica e nell’orgoglio: che sia nelle viscere della Sardegna o di esch-sur-Alzette o di Hagondange.

Ma poiché il virus è, purtroppo, ancora con noi, molti sono gli articoli dedicati all’argomento e affrontati sotto luci diverse: dalla discriminazione di genere alla TV, dalla preghiera all’economia. Ripartire per noi è anche e soprattutto continuare e farlo ogni mese sia con un nuovo numero di PassaParola Magazine (nonostante le immense difficoltà che la crisi sanitaria ci costringe ad affrontare) che attraverso la trasmissione radiofonica VoicesbyPassaParola, tornata ad affrontare argomenti di vario tipo dopo ben 3 mesi tutti dedicati alla pandemia (incluso il servizio-notiziario in italiano #InfoquARArantena).

Vi auguriamo una buona estate, all’insegna dell’ottimismo che non deve essere incosciente e della prudenza da coniugarsi al coraggio. Trascorretela anche in nostra compagnia per tutto luglio e agosto (numero unico per due mesi, come sempre). W le buone letture!!

L’illustration de notre couverture est aussi une métaphore de notre magazine, depuis toujours un « pont » entre le Grand-Duché, la France et l’Italie. Car il n’y a qu’un pas des mines abandonnées du Sulcis à celles fermées depuis longtemps du sud du Luxembourg ou de la Lorraine ; mais ce pas unit l’histoire des ouvriers italiens, proches (même si éloignés) dans la peine comme dans l’orgueil : que ce soit dans les entrailles de la Sardaigne ou dans celles d’Esch-sur-Alzette ou d’Hagondange.

 Maria Grazia Galati e Paola Cairo

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