Lifeline

Come annunciato già dal Primo Ministro Bettel la scorsa settimana, il Lussemburgo si fa carico di una quota di migranti della nave Lifeline. La nave della ONG tedesca è approdata nel porto di Malta lo scorso mercoledì, con 235 migranti a bordo, recuperati al largo della Libia, dopo il solito balletto nelle acque del Mediterraneo. L’imbarcazione umanitaria era rimasta in stallo poco distante da Malta per diverse ore, mentre si consumava un vero e proprio braccio di ferro tra Roma e La Valletta su chi dovesse far approdare la nave. Alla fine, dopo aver ricevuto l’assicurazione dai partner europei che ognuno avrebbe preso una quota dei richiedenti asilo, Malta ha lasciato entrare in porto la Lifeline, segnando un primo passo verso il superamento del Trattato di Dublino, secondo cui la responsabilità dell’asilo ricade sul Paese di primo approdo e tema di scontro proprio in questi giorni tra i paesi dell’Unione Europea, Francia e Italia in primis.

Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei, Immigrazione e Asilo, Jean Asselborn, ha confermato ieri l’avvio delle procedure per ricollocare i richiedenti protezione internazionale di cui si fa carico il Granducato. Il Lussemburgo infatti, ha espresso la sua solidarietà alla Repubblica di Malta proponendo di trasferire 15 persone. Gli altri Paesi che si prenderanno cura dei migranti sono Malta, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi. Lo stesso Ministro partecipando al dibattito “Quale avvenire per l’Europa?” insieme a Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, rispondendo alle domande del pubblico in sala, si è detto molto preoccupato della questione immigrazione in Europa, manifestando però fiducia nella volontà degli Stati coinvolti di trovare una linea di azione comune.

Stella Emolo

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