bosso

“Ciao, sono tornato! Un grazie a tutti”.

Sul palco dell’affollatissimo Auditorium Parco della Musica di Roma esordisce così Ezio Bosso, in concerto lo scorso sabato 7 maggio, alla sua seconda performance dopo la data di aprile.

Il talentuoso pianista, nonché compositore e direttore d’orchestra, ci regala tre ore di intensa emozione, non senza averci prima descritto l’incontro che ha avuto nel corso della sua maturazione artistica con la teoria misteriosa delle 12 stanze”: “La nostra esistenza è composta da dodici stanze, come dodici sono i pianeti, dodici sono gli apostoli, dodici sono le note e 12 sono le stanze che ricorderanno il nostro passaggio e che ricorderemo.

Nessuno può ricordare la prima stanza, perché quando nasciamo non abbiamo la vista, ma quando raggiungiamo la dodicesima stanza, la ricordiamo e, quindi, siamo pronti a ricominciare. Siamo liberi!”.

Il maestro, con il suo primo album da solista, intitolato “ The 12th Room”, composto da due CD, il primo con brani inediti e di repertorio pianistico, il secondo contenente la Sonata n. 1 in sol minore, vuole condividere con noi alcune delle sue stanze, presentandoci il suo primo “amico” diretto, ovvero il pianoforte Grancoda Stenway & Son, dichiarandosi ironicamente una “coppia di fatto con alloggio”.

Apre il concerto con il brano Following a bird e prosegue omaggiando altri due dei suoi “amici”: Chopin, “uomo non campione della fortuna”; e Bach, “chiamato il vecchiaccio” dagli stessi musicisti di oggi. Attraverso i ventiquattro preludi di pianoforte e clavicembalo di entrambi i due geni, il maestro Bosso dà vita a tre travolgenti preludi che ne fanno una suite.

Segue The Tea Room. E poi  siamo i benvenuti nella doppia stanza di John Cage ed Ezio Bosso.

L’undicesima stanza è quella dolce e amara allo stesso tempo di Emily Dickinson, che da una finestra è riuscita a descrivere il mondo.

Il viaggio continua fino alla dodicesima stanza. Cinque minuti di pausa sono sufficienti per rientrare con la stessa tenacia e con la stessa passione ed eseguire la sua Sonata n.1 in Sol minore che dura 45 minuti ininterrotti. Bosso ci invita così ad ascoltare ed ascoltarci l’un l’altro, invitandoci a cercare la musica per scoprire i tesori che sono dentro di noi. Standing ovation che avvolge il teatro in un unico abbraccio.

Grazie Maestro, a presto!

 Daniela Cairo

 

 

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