Proprio accanto a uno dei templi della trasgressione parigina il Moulin Rouge si trova O’ Sullivan, pub irlandese molto elegante che nasconde, al suo interno, una sala concerti con bar attiguo. E’ qui che si è esibito in concerto lo scorso sabato 3 marzo  Max Gazzè,  uno degli artisti più acclamati in Italia e da qualche anno anche all’estero.

 

Reduce dalla manifestazione canora più importante della nostra penisola, il Festival di Sanremo, Gazzè è uno dei pochi artisti capaci di sfruttare il festival nel migliore dei modi,  grazie alla sua simpatia e alla sua verve teatrale.
Il concerto si apre con un’accoppiata di brani storici del suo repertorio : “Vento d’estate” e “Il timido ubriaco”. Fin dai primi momenti il pubblico partecipa con grande trasporto cantando su tutti i brani del cantante romano.
Bella l’atmosfera e sul palco Max si diverte e scambia battute con il pubblico e con i musicisti: Puccio Panettieri alla batteria, Giorgio Baldi alle chitarre e Clemente Ferrari – che l’ha diretto a Sanremo –  alle tastiere.
Tra brani storici, siparietti comici e la partecipazione di una ragazza del pubblico che canta con Gazzè uno dei brani più adeguati alla serata, ovvero “Annina”, che recita: Se sono a Parigi è per te amore mio!, il concerto si conclude con un richiestissimo bis di “Una musica può fare” che consacra e rinnova il successo dell’artista tra i suoi fan italiani di Francia.

L’intervista che Gazzé ci ha rilasciato uscirà su PassaParola Magazine di Maggio 2013.

Paolo Travelli

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