La tappa lussemburghese del cantante toscano è stata un successo strepitoso. Leggete cosa ci ha raccontato dietro le quinte
Due ore e mezza di spettacolo, senza pause, senza nemmeno bere un sorso d’acqua. Un concerto da vero e proprio “one man show” quello al quale domenica 25 ottobre ha assistito il pubblico nella sala del Casino 2000 di Mondorf-les-Bains, gremito di italiani (expat e di origine) e non solo. Pupo è tornato a cantare nel Granducato e lo ha fatto alla grande. Una band eccezionale (musicisti, anche professori di musica – come ha tenuto a sottolineare il cantante – fra cui una bravissima violinista) e la storica corista che lo accompagna da ben 40 anni. Pupo (al secolo Enzo Ghinazzi) non si è risparmiato e da vero istrione ha divertito i suoi fan alternando pezzi celebri del suo repertorio a racconti di vita e lavoro spesi in oltre 50 anni di carriera. E percorsi da vero “equilibrista” (come titola il suo tour): uno spettacolo narrativo e multimediale. Le foto e i video passati su un grande schermo hanno raccontato la sua vita e la sua carriera dagli esordi fino all’ultimo album dal titolo Insieme. L’artista, 71 anni appena compiuti, ha raccontato e si è raccontato fra una canzone e l’altra (voce ancora intatta e grande energia fisica). Ha spiegato come ha cominciato a scrivere canzoni (“ero piccolo e mi serviva a conquistare le ragazze”), cosa ha ispirato i suoi pezzi famosi (l’amore per le donne su tutto). E ancora, il perché del suo nome d’arte: “la mia prima casa discografica è stata la baby records nel 1975; il fondatore, per coerenza, essendo io il suo primo artista, mi ha ‘’battezzato’’ così!“. Ha proseguito parlando senza pudori della sua doppia vita alla luce del sole e della sua passata ludopatia “oggi ne sono uscito per fortuna” ha dichiarato. Subito dopo il concerto, Pupo si è concesso al pubblico per saluti, foto e autografi. Ma prima ci ha rilasciato una breve intervista.

Le tue canzoni sono caratterizzate da forte romanticismo. Cosa ne pensi di quella musica dei giovani d’oggi che non solo non è romantica, ma addirittura denigra la donna?
La risposta meriterebbe molto tempo; dico in breve che l’evoluzione tecnologica non è stata seguita da un’evoluzione del pensiero e dei sentimenti. C’è una crisi di valori, di etica. Tanta ignoranza di cui però credo che i giovani non siano colpevoli, ma solo vittime di un sistema “malato”.
Tu sei un’icona della musica pop italiana degli Anni Ottanta. Cosa manca oggi di più che c’era a quel tempo?
La leggerezza e l’ottimismo.
A cura di Maria Grazia Galati e Sonia Sion (nella foto)