La Global Sumud Flotilla è salpata da Barcellona lo scorso 12 aprile diretta a Gaza, con una tappa prevista in Sicilia, a Catania. Alla più grande missione marittima civile a sostegno della Palestina della storia, partecipa anche il fotografo italiano Gildo Molinari, residente in Lussemburgo. La missione umanitaria punta a rompere il blocco e consegnare aiuti essenziali. Per sostenere l’azione collettiva, si può donare qui
È salpata da Barcellona la Global Sumud Flotilla 2026, una missione internazionale diretta verso Gaza con l’obiettivo di fornire aiuti umanitari e denunciare la crisi in corso. Tra i membri della delegazione lussemburghese – partita da Findel il 6 aprile scorso – figura anche il fotografo italiano Ermenegildo “Gildo” Molinari, residente da dieci anni nel Granducato, la cui partecipazione rappresenta una delle presenze più significative del gruppo.

Gildo Molinari porta avanti un impegno che unisce fotografia e attivismo. Professionista nel settore della comunicazione e dell’event management, è noto per i suoi progetti di storytelling sociale, volti a dare voce a realtà spesso invisibili. La sua adesione alla missione nasce, spiega, da un imperativo morale: non restare indifferente di fronte alla crisi umanitaria in Palestina e contribuire, attraverso l’azione civile, a sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale. La delegazione lussemburghese comprende anche Elisabeth Trocheris, artista francese attiva per decenni nell’educazione artistica in Lussemburgo, e Xavier Gilquin, ex funzionario europeo, oggi impegnato nel volontariato. Altri membri si uniranno nelle prossime tappe nel Mediterraneo.
La partenza da Barcellona ha visto la partecipazione di una folla numerosa che ha accompagnato l’uscita dal porto spagnolo di 39 imbarcazioni. Dopo una breve sosta forzata in un porto vicino a causa del maltempo, la flotilla ha ripreso la navigazione in condizioni favorevoli. L’arrivo in Sicilia è previsto questa settimana (20-25 aprile), dove i partecipanti si riuniranno per discutere le prossime fasi della missione. Ad accompagnare la spedizione ci sono anche navi di rilievo internazionale come l’“Arctic Sunrise” di Greenpeace e una imbarcazione dell’organizzazione di soccorso marittimo Open Arms. Al momento non si registrano interventi ostili.

La flotilla si inserisce in un’iniziativa più ampia che punta a rompere il blocco di Gaza e a consegnare beni di prima necessità — tra cui cibo, medicinali e materiale scolastico — oltre a stabilire una presenza civile di solidarietà. La missione prosegue idealmente il tentativo del 2025, interrotto dopo l’intercettazione da parte delle autorità israeliane. Parallelamente, è previsto un congresso internazionale con rappresentanti delle Nazioni Unite e leader politici per discutere corridoi umanitari e responsabilità globali, con l’obiettivo di arrivare alla firma della Dichiarazione di Bruxelles.
Intanto, in Lussemburgo, i sostenitori dell’iniziativa si riuniscono ogni venerdì sera in Place Clairefontaine per seguire gli sviluppi della missione e mantenere alta l’attenzione sul tema.
(Red)
