Grande partecipazione venerdì 30 gennaio alla tavola rotonda organizzata dal Dipartimento Immigrati dell’OGBL (Comitato Differdange/Rodange) a Petange. Segno che il problema è davvero urgente. I numeri sono allarmanti. Le cifre lussemburghesi, le categorie professionali più colpite, le cause. Il Governo si sta muovendo: come e quanto?
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio a malintesi. Li ha illustrati José Correia, segretario del Dipartimento Immigrati dell’OGBL e moderatore della serata. Tra 2017 e 2023 aumento povertà del 45%, il 14% dei lavoratori è povero. Una persona su 5 è povera. Una persona su 3 è ad alto rischio povertà. Ed ancora: una persona sola a Lussemburgo ha bisogno di circa 3000 euro al mese x vivere in maniera “dignitosa”. Al di sotto di questa cifra è già in condizione da potersi considerare povera.
Nathalie Georges (consigliera economica alla Chambre des Salariés) ha parlato di cifre allarmanti. Lussemburgo è da anni ormai fra i Paesi con il più alto tasso di povertà. La Chambre des Salariés ha chiesto da tempo al Governo di intervenire per aumentare il salario minimo. La Georges ha parlato anche di un aspetto inquietante di questo problema: i bambini/giovani poveri. Uno studente su 4 deve lavorare per vivere. Anche perché a volte questi giovani hanno problemi in famiglia e lasciano la casa dei genitori per alloggiare altrove. Molti sono anche i poveri fra i pensionati.
Max Hahn (Ministro Famiglia, Solidarietà, Vivere insieme) ha spiegato che il Governo stamettendo in piedi un piano di azione nazionale dove tutti i Ministeri sono coinvolti, con la collaborazione di molti “addetti ai lavori”. Ha poi aggiunto che 16% in più della popolazione beneficia ora della AVC (Allocation de vie chère) e che la stessa ha guadagnato un aumento pro capite. Il piano d’azione prevede anche prevenzione e assistenza alla popolazione nell’espletamento delle pratiche burocratiche. Guy Altmeisch (sindaco di Differdange) ha ringraziato e si è congratulato per misure prese dal Ministero, poiché “ciò dimostra – ha detto – che il problema è davvero preso in considerazione”. Il sindaco ha spiegato che a Differdange ci sono realtà dove si assiste chi ha difficoltà ad accedere alle informazioni causa limiti linguistici. Perché “un Comune non deve solo aiutare dando denaro, ma anche fornendo servizi”. Come, ad esempio, quello attivo nella località di cui è primo cittadino e che viene incontro alle persone in difficoltà al fine di aiutarle a trovare un alloggio a prezzi accessibili o a sbrigare pratiche burocratiche. Altmeisch ha poi esortato tutti i Comuni a collaborare a fondo con il Governo.
André Martins Dias (assessore a Petange) sottolinea quanto il Lussemburgo sia un vero paradosso: stipendi molto alti e sempre più gente povera. “Il motivo – spiega Martins – è quello davanti agli occhi di tutti: costo degli alloggi esagerato. E a tale proposito ha confermato che il Comune di Petange sta lavorando da tempo su progetti locativi destinati alle categorie più disagiate, non solo da affittare, ma anche da acquistare.
José Correia ha poi comunicato altre cifre: il 12% dei lussemburghesi sono poveri, la cifra si alza a 25% per i cittadini europei, noi italiani siamo il 16%. Le categorie professionali più colpite, causa salari bassi e il dramma degli affitti carissimi, sono: pulizie, edilizia, ristorazione.
Max Hahn ha però commentato che la soluzione non è aumentare solo i salari minimi e le pensioni minime, ma anche incrementare i sostegni economici. E soprattutto informare bene coloro che possono beneficiarne. A tale proposito è prevista una campagna di informazione con calcoli e parametri al fine di sapere chi può ricevere e quando tali aiuti in denaro. E l’informazione (importantissimo!) sarà in varie lingue straniere. Si sta lavorando per un automatismo di recupero e uso dei dati per velocizzare i versamenti e presto sarà online un sito internet per sapere tutti gli aiuti disponibili nel Granducato, con tanto di contatti ad hoc e parametri di calcolo).
Ha poi aggiunto che “combattere la povertà non è facile, ma mettersi tutti insieme, in una sorta di puzzle fatto di collaborazione autentica e sinergie, porterà senza dubbio a buoni risultati”. E “un ruolo importantissimo lo devono svolgere i Comuni” ha detto il ministro, il quale ha annunciato che per fine anno è previsto uno “sportello” (fisico) per aiutare chi non ha mezzi informatici, oltre a una linea telefonica anonima e a un’équipe mobile che si sposterà sul territorio in maniera capillare. Nathalie Georges ha ripreso la parola affermando che la Chambre des Salariés ha calcolato un aumento necessario del salario minimo fra 300 e 450 euro, perché “è giusto un aiuto economico, ma è ancora più giusto un salario dignitoso”.
Le ha fatto eco José Correia parlando a nome del suo sindacato, il quale ha calcolato invece un aumento necessario di ben 560 euro). Correia ha proseguito dicendo che devono aumentare anche le pensioni minime e gli aiuti agli studenti: quest’ultimi a oggi non bastano e, soprattutto, non tutti ne beneficiano, come, ad esempio, i figli dei frontalieri. Il segretario del Dipartimento Immigrati dell’OGBL ha poi sottolineato che la media degli stipendi dichiarata nel Paese è ingannevole poiché il dato nasce da un calcolo “viziato”, frutto di un risultato che unisce stipendi altissimi a paghe ridicole e suddividendo il totale in maniera pro capite. Ne viene fuori un vero e proprio specchietto per le allodole. Max Hann ha toccato poi un tema delicatissimo: la povertà infantile in Lussemburgo, per combattere la quale ha anticipato piani di sostegno ulteriori per il 2027 e un aumento per quelli già in corso, oltre alla possibilità di assistenza gratuita per individuare eventuali problemi psicofisici nei giovani e aiuti per svolgere tutti, indiscriminatamente, attività extra scolastiche gratuite. Il dibattito molto vivace con il pubblico ha chiuso quella che è solo una tappa nel grande impegno del più grande sindacato del Paese nell’agire, combattere e operare in difesa dei più deboli.
Maria Grazia Galati

