All’ombra delle sale di Saarbrücken, dove dal 19 al 25 gennaio si è svolta la 47ª edizione del Filmfestival Max Ophüls Preis, ha attirato l’attenzione internazionale un lavoro insolito e profondamente poetico: Terre rouge – Topographie du poète, documentario di Fränz Hausemer (LU, 2025) che ha conquistato il Preis der Filmkritik – Bester Dokumentarfilm (Premio della critica cinematografica- miglior documentario, ndr)

Il riconoscimento, assegnato da una giuria composta da critici cinematografici di Germania, Austria e Svizzera, premia un’opera che, in un panorama dominato da narrazioni più convenzionali, si impone come esperienza sensoriale e intellettuale. La giuria ha motivato così il suo verdetto: Un monumento cinematografico alla fugacità e all’arte di vivere, capace di toccare profondamente lo spettatore. Il premio è stato ritirato dal regista Fränz Hausemer, figura poliedrica nel cinema e nella musica luxemburghese, che con questo film espande i confini della documentazione verso territori di introspezione poetica.

Ritratto di un poeta “topografo”

Terre rouge racconta la vita e il mondo interiore di Gaston Rollinger, poeta, cineasta e insegnante nato nel cuore della regione Minett nel Lussemburgo sud-occidentale. Ritratto nei suoi anni avanzati, Rollinger vive nel paesaggio che ha plasmato la sua ispirazione per tutta la vita: una terra dove le rovine industriali del passato convivono con boschi, colline e memorie personali. Con un linguaggio fatto di immagini e parole, Rollinger traccia la propria esistenza come una mappa emotiva di un territorio – fisico e metaforico – che è al tempo stesso casa, materiale poetico e memoria collettiva.

Il film non è un semplice documentario biografico: è un viaggio nella percezione della realtà, un confronto tra paesaggio e lingua, tra spazio esterno e spazio interno. Attraverso lunghe sequenze di natura e regione industriale, dialoghi con il protagonista e letture dei suoi testi, Terre rouge disegna una topografia emozionale, dove il territorio diventa sinonimo di identità, memoria e trasformazione culturale.

Un film lussemburghese tra Saarland e Luxembourg

Presentato al Max Ophüls Preis con sottotitoli in tedesco per la prima volta al pubblico tedesco, Terre rouge rappresenta un classico esempio dell’unità culturale del SaarLorLux, regione di frontiera in cui culture, lingue e storie si intrecciano. La scelta di premiare un’opera in lingua lussemburghese, così intimamente legata alla specificità di un territorio e alla forza delle sue immagini, rappresenta non solo un omaggio al cinema poetico e documentaristico, ma anche un segnale forte di apertura e riconoscimento transfrontaliero nel contesto cinematografico europeo.

La vittoria di Terre rouge – Topographie du poète al Max Ophüls Preis non è dunque un premio “di nicchia”: è un riconoscimento a un modo di fare cinema che respira tra poesia e paesaggio, memoria e invenzione, e che ribadisce come anche storie apparentemente locali possano assumere risonanza universale.

Elisa Cutullè (Foto cover: (c) Jucam / Centre national de l‘audiovisuel)

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