Cosa succede quando due amici ultracinquantenni, veneti, con una chiara dipendenza da alcol, incontrano, per caso, uno studente di architettura del sud Italia che studia a Venezia?

Si snoda tra notte e giorni burrascosi la storia di Carlobianchi e Doriano, i due protagonisti del film di Francesco Sossai “Un dernier pour la route”, in italiano “Le città di pianura”, tra le pellicole in gara per il premio del pubblico al Festival del film italiano di Villerupt, la cittadina francese che ne ospita la 48a edizione fino all’11 novembre. In auto con l’universitario Giulio, tra Sedico, Chioggia, Mestre e altri quasi anonimi paesi della pianura padana, i due amici mostrano allo studente, quasi involontariamente, un altro modo di vivere, senza aspettative, alla ricerca di un tesoro perduto – e qui si intreccia la storia di Genio, interpretato da Andrea Pennacchi – leggero e caotico. Un film che strappa qualche sorriso e che ci permette almeno di scoprire (o riscoprire) la Tomba Brion, il complesso funebre monumentale realizzato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa per Giuseppe Brion, fondatore e proprietario della Brionvega, uno dei marchi italiani di elettronica di consumo tra i più conosciuti all’estero.

Voto: 5

Paola Cairo

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