Ce lo spiegherà Ico Migliore, architetto torinese, durante la conferenza (in lingua inglese) organizzata, nel quadro dell’Italian Design Day 2025, dall’ Ambasciata Italiana in Lussemburgo in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Lussemburghese, dal titolo Museum Seed: The Futurability of Cultural Places. Appuntamento al Forum Da Vinci mercoledì 12 febbraio, alle ore 19. In attesa di conoscerlo e ascoltarlo, lo abbiamo intervistato

Il concetto di “futuribilità” nei luoghi culturali: può spiegare in che modo il design può rendere i musei e gli spazi culturali più “futuribili”, ovvero capaci di evolversi e adattarsi alle esigenze delle generazioni future?

Rendere i musei più futuribili significa renderli luoghi accessibili a tutti, capaci di rivolgersi a pubblici diversi, interagendo con la capacità cognitiva di ognuno. Adattare il dialogo con i visitatori a seconda dei contenuti e degli interessi di ognuno è la vera sfida. Il ricordo si fonda sull’emozione, bisogna quindi riuscire ad ospitare in modo empatico e coinvolgente persone differenti tra loro per cultura, conoscenza, identità, aspettative, visioni…. Il museo così inteso diventa una sorta di terzo spazio, un luogo d’incontro in cui le persone si possono trovare a rielaborare e riflettere attraverso il contatto con la cultura e la comunità. Un luogo quasi curativo, capace di creare un senso di appartenenza e comunità, un luogo dove tornare. Il design – fisico, digitale e multisensoriale – di questi luoghi è lo strumento su cui lavorare per trasformare questi presupposti in realtà.


Tecnologia e esperienza museale: quali sono, secondo Lei le principali sfide e opportunità nell’integrazione della tecnologia negli spazi culturali per migliorare l’esperienza del visitatore?


Le nuove tecnologie sono una risorsa imprescindibile per costruire ciò che mi piace chiamare una sorta di “museo aumentato”. Vale a dire la possibilità di ampliare l’esperienza del visitatore oltre i confini fisici dello spazio-museo, aprendo così innumerevoli possibilità di approfondimento e esplorazione. Ci si muove dunque verso un concetto di esperienza dilatata, in cui l’incrocio di fisico e digitale mira ad ampliare la conoscenza e far crescere la consapevolezza. La tecnologia è anche un valido aiuto per ridurre le disuguaglianze.

Sostenibilità nel design dei musei: in che misura la sostenibilità gioca un ruolo chiave nella progettazione degli spazi museali contemporanei e come possiamo bilanciare innovazione e rispetto per l’ambiente?


Molto spesso in architettura si parla di sostenibilità unicamente in riferimento ai materiali da utilizzare, invece sono convito che ciò che può veramente determinare la sostenibilità siano i comportamenti. E noi in quanto progettisti disegniamo comportamenti e possiamo quindi indirizzare i visitatori verso approcci più o meno consapevoli, in funzione della ricerca di una sorta di sostenibilità culturale e dell’innovazione sociale. Ogni progetto ha sempre un impatto sociale.

Stella Emolo

Biografia

Nella foto: Ico Migliore e Mara Servetto

Ico Migliore, architetto, tre volte Premio Compasso d’Oro, è professore al Politecnico di Milano, Chair Professor alla Dongseo University di Busan e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Franco Albini. Con Mara Servetto è co-founder di Migliore+Servetto, studio di progettazione con sede a Milano internazionalmente conosciuto per i suoi progetti di spatial e communication design. Ha firmato interventi per alcune delle principali destinazioni culturali in Italia e all’estero, come il Museo Egizio di Torino e il Museo Chopin a Varsavia. (MGG)

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