Un concerto strepitoso dove l’artista si racconta senza pudori con un album e un tour dove l’amore « che salva sempre » è il messaggio protagonista. Il racconto della nostra inviata


Lunedì 27 gennaio, al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, c’è stata la presentazione del nuovo Tour di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Davanti ad un teatro gremito, il palco si è illuminato con i testi delle canzoni del nuovo album mentre Jovanotti cantava da dietro le quinte. Poi ci sono stati i filmati dei suoi tour estivi in spiaggia con ” L’ Ombelico del mondo” a fare da sottofondo musicale e, da ultimo, le immagini del suo fatidico tour in bicicletta, durante il quale è caduto ed è rimasto bloccato per un anno e mezzo. E da qui comincia la sua rinascita. Jovanotti appare sul palco e comincia la serata con la parola ” Grazie”. Spiega che per lui ha un significato importante, perché è un grazie a sua moglie, a sua figlia Teresa e a tutti gli amici, i fans, che lo hanno supportato in questo lungo periodo di ” sosta forzata”. E poi… Jovanotti è uno tsunami e comincia a parlare, a raccontare dell’incidente, della paura di morire, di non farcela; del nuovo album Il corpo umano vol.1. Questo disco è intitolato così perché il corpo è tutto ed è dovuto a quello che ha passato: operazioni varie, sangue, riabilitazioni. Il corpo lo affascina perché può essere associato a vari aggettivi: elegante, inerte, minuto, morbido, sensuale ma, soprattutto, VIVO. Anche la letteratura ha parlato del corpo: i poemi omerici parlano dei corpi che viaggiano; la Bibbia parla del prima e del dopo del corpo. Il corpo come identità, corpo a corpo, come veicolo di vita. E così, ha mostrato al pubblico il gioco dell’Allegro chirurgo con la sua effigie, giocandoci come un bambino.Jovanotti poi risponde a domande che appaiono su uno schermo e che gli hanno fatto i suoi fan. E spiega che il suo ottimismo è in contrasto con il vittimismo imperante: il mondo è complesso, ma la bellezza, la gentilezza, la cura e la possibilità di migliorare esistono. Quelli che vogliono denigrare il mondo ne fanno vedere solo una parte e quella peggiore. Invece il mondo è stupefacente. La prova di questo ottimismo è data anche dalla realizzazione dei video associati alle canzoni dell’album: il palazzo dove sono stati girati è la Galleria Borghese a Roma. Un tripudio di bellezza.

Qui, il “corpo” viene associato alla statua, ossia ad un corpo di marmo che sprigiona vita nella sua perfezione. E Lorenzo si muove con eleganza e scanzonata disinvoltura fra queste magnifiche opere. L’album comprende quindici canzoni nuove, tra le quali i due singoli “Montecristo” e “Fuorionda”. Jovanotti ha voluto realizzare con tutte le sue forze questo album e questo tour per stare con le persone, con il suo pubblico. È un album di speranze, perché bisogna “rialzarsi sempre”. Ed è un album romantico, costituito da canzoni d’amore, perché è l’ amore che lo ha salvato. L’ amore salva sempre. La serata termina con Jovanotti che, dinoccolato e ondeggiante, balla e canta insieme a una banda di Jazz Manouche, i  Four On Six band, ” Fuorionda” in versione jazz. Un finale incandescente. Il Tour nei palazzetti avrà inizio a Pesaro il 4 marzo perché prima parteciperà alla prima serata del Festival di Sanremo. Jovanotti è rinato da questa esperienza traumatica e ha ritrovato lo spirito battagliero di sempre: insieme alla gentilezza e alla bellezza. Grazie Jova!

Anna Violante 

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