Il libro di Luigi Moncalvo (Vallecchi Firenze, 2024) non è semplicemente un’altra biografia sulla dinastia Agnelli; è un’indagine approfondita che scava nel passato, spesso oscuro, di una famiglia che ha intrecciato la sua storia con quella dell’Italia intera. Moncalvo, noto per il suo stile giornalistico incisivo e per le sue inchieste “controcorrente”, offre al lettore una prospettiva inedita, svelando retroscena e documenti che gettano nuova luce su figure centrali come Giovanni Agnelli senior, il fondatore

La vera novità di questo volume risiede nella pubblicazione delle “pagine nere”, documenti d’archivio che rivelano il complesso rapporto di Giovanni Agnelli senior con il fascismo. Questi atti della Commissione per l’epurazione, che rischiavano di espropriare Agnelli delle sue industrie, offrono una visione inedita del “senatore”, mostrando un lato meno noto e decisamente più controverso. Non si tratta più solo dell’imprenditore illuminato, ma di un uomo che, per preservare il suo impero, si è destreggiato abilmente, e a volte spregiudicatamente, nel panorama politico italiano.

Il libro non si limita a questo. Moncalvo ricostruisce minuziosamente le origini della Fiat, smontando la narrazione convenzionale che ne attribuisce la “geniale intuizione” al solo Agnelli senior. Vengono messi in luce i ruoli di altre figure chiave, spesso dimenticate, e vengono descritti i metodi, non sempre limpidi, con cui Agnelli senior prese il controllo dell’azienda. Questa ricostruzione, basata su una solida documentazione, offre un importante contributo alla comprensione delle dinamiche del capitalismo italiano agli albori del Novecento.

Il legame con la storia d’Italia è uno dei punti di forza del saggio. Attraverso le vicende della famiglia Agnelli, Moncalvo ripercorre momenti cruciali della storia del Paese: la nascita dell’industria automobilistica, il rapporto tra potere economico e potere politico durante il fascismo, le dinamiche del capitalismo italiano nel corso del XX secolo. Il libro non è quindi solo una storia di famiglia, ma un affresco di un’epoca, un’analisi di come le vicende di una dinastia abbiano influenzato e siano state influenzate dalla storia nazionale.

Lo stile di Moncalvo è quello del giornalista d’inchiesta: preciso, documentato, ma al tempo stesso narrativo e coinvolgente. L’autore non si limita a esporre i fatti, ma li interpreta, offrendo al lettore una chiave di lettura critica. Non mancano aneddoti e dettagli che rendono la narrazione più vivida e appassionante. Moncalvo non ha timore di esprimere giudizi netti, prendendo posizione su alcune vicende e alcuni personaggi, il che rende la lettura ancora più stimolante.

In conclusione, “Agnelli – The Italian Royal Family” offre un contributo significativo alla comprensione della storia della famiglia Agnelli e, di riflesso, della storia d’Italia. Grazie alla pubblicazione di documenti inediti e a una ricostruzione accurata, Moncalvo offre una prospettiva nuova e stimolante su una delle dinastie più importanti del nostro Paese. Lo stile avvincente e il taglio critico lo rendono una lettura interessante per un pubblico ampio, non solo per gli specialisti di storia economica e politica.

Elisa Cutullè

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