Fra risate, nostalgie e canti di Alpini il celebre cantautore emiliano cattura il pubblico e parla delle delle “sue canzoni utili”: perché raccontano qualcosa di vero. Ecco il racconto della nostra inviata

La conferenza stampa inizia con quasi un’ora di ritardo. Nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano si respira un leggero nervosismo, che svanisce immediatamente appena entrano sul palco un gruppo di Alpini che si posizionano velocemente in semicerchio. Intonano una bellissima e poetica versione di “Bella Ciao”. È il Coro Alpino Orobica, che con voci in perfetta armonia precede l’ingresso di Francesco Guccini. Finalmente arriva, si siede, si scusa per il ritardo: “Milano c’è più traffico che a Pavana!” (piccolo paese in provincia di Pistoia dove vive). Strappa a tutti un sorriso, cosa che si ripeterà più volte durante questa chiacchierata. La sua semplicità di raccontare e raccontarsi è disarmante. Racconta di tempi ormai lontani, di quando era ragazzo, si ballava il tango e si andava alle feste con  “a mina” (modo di dire bolognese che significa ragazza), delle osterie dove il vino si divideva in due grandi categorie: il bianco e il rosso; e ancora della Bologna che non dormiva mai, dello stare insieme per il gusto di stare insieme e basta. Racconta la vita così com’è, senza enfatizzare, proprio come fa in quelle che lui definisce canzoni utili perché raccontano qualcosa di vero, parlano di vita vissuta. Intellettuale, scrittore, compositore, cantautore e tanto altro ancora. 

“Cosa ti ha spinto a scrivere?” chiede qualcuno: “ho letto tanto” risponde lui. Ed è la cosa che gli manca di più ora che non ci vede quasi più. Al suo primo album del 1967 (Folk beat n.1) ne seguono molti altri fino ad arrivare a oggi con il suo cd “Canzoni da osteria” (esclusivamente in formato fisico). Questo album si può definire la seconda parte di un progetto discografico iniziato l’anno scorso con la pubblicazione di “Canzoni da intorto”. Un lavoro che è espressione di un inesauribile talento che non accenna a diminuire negli anni. “La voce non è più quella di una volta” dice lui. È vero, ma la poesia del suo essere è sempre la stessa. Da ascoltare! Fino al 26 novembre è possibile vedere la mostra Ma ho fatto anche il cantautore – Francesco Guccini: oltre il palco allestita  in Via Dante (Milano) nell’ambito della Milano Music Week.

Ornella Baraldo 

Potrebbe interessarti anche questo

@Voices: Artejanas (podcast)

(Puntata 953) Ospiti di VoicesbyPassaParola, la trasmissione in lingua italiana su Radio ARA, Rita Bernardini, sarda, e Ornella Prevete, campana, che vivono da alcuni anni in Lussemburgo e insieme hanno fondato Artejanas (www.artejanas.lu/), associazione che promuove la cultura italiana in…

Concorso fotografico: Through the lens, women in our society. Attraverso l’obiettivo, le donne nella nostra società

In analogia con il lavoro di Lynsey Addario, che documenta le lotte, le sofferenze e la resistenza delle donne nelle zone di conflitto, il concorso si propone di mettere in luce il ruolo e il coinvolgimento delle donne nella nostra…

Il diritto di navigazione in acque internazionali e il ritorno alla guerra di corsa

L’arrembaggio e il sequestro in acque internazionali atlantiche  ( 400 miglia a ovest  della Normandia) del Crude Oil Tanker TAGOR battente bandiera del Madagascar (IMO 9282481) in rotta da Murmansk al Camerun, a stive probabilmente vuote, da parte della Marina…

Giovanni Gastel: la vita trasformata dallo sguardo

Una mostra da non perdere quella di Giovanni Gastel. Il titolo racchiude già la sua essenza: Rewind. A Milano, Palazzo Citterio, fino al 26 luglio 2026  In questa mostra c’è tutto Giovanni Gastel, tutta la sua umanità, tutta la sua capacità…