Appuntamento assolutamente da non perdere sabato 22 aprile alle ore 14.30 presso l’Université de Luxembourg (Campus Kirchberg) con la professoressa Amalia Ercoli Finzi per la conferenza LA TESTA FRA LE STELLE. PASSATO PRESENTE FUTURO,  organizzata dall’Ass. Culturale dei Lombardi e l’Ass. Regionale Campani di Lussemburgo. Nell’intervista la docente universitaria, consulente scientifica per la NASA (Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche) e per l’ESA (Agenzia spaziale europea), ci spiega come le donne siano fondamentali in questi campi. E che dallo spazio al velcro…il passo è  breve!  

Ingegnera aerospaziale, docente universitaria, una donna che si è fatta strada con immenso valore in un contesto professionale per troppo tempo solo  maschile. La vediamo spesso anche in TV, ma a breve avremo il piacere e l’onore di ascoltarla e dialogare con lei di persona. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale dei Lombardi in Lussemburgo e dall’Associazione Regionale Campani in Lussemburgo. Con il patrocinio di Ambasciata Italiana, Fondazione Cavour e Comites. In vendita anche i libri della scienziata, che sarà possibile acquistare autografati grazie alla collaborazione con la Libreria Italiana. Intanto leggete cosa ci ha raccontato in esclusiva “la prof”.

Come l’ingegneria aerospaziale può migliorare la vita sulla Terra? 

Tutte le applicazione della ingegneria aerospaziale sono sempre a vantaggio della vita sulla Terra. Satelliti per il meteo, per la navigazione, soprattutto per l’osservazione della terra, al fine di prevenire eventuali incidenti.  Ovviamente queste applicazioni esulano dal mondo delle missioni spaziali planetarie, che non hanno un ritorno immediato, ma un ritorno in termini di conoscenza.

Come coniuga la sua fede con l’attività scientifica?

La mia fede e la scienza operano in due mondi diversi: quello della scienza opera nel contesto della logica e della sperimentazione; quello della fede opera nel campo della trascendenza.  I due mondi possono convivere benissimo.

Che ruolo hanno le donne nell’attuale rivoluzione digitale?

Per ora non hanno ancora il ruolo che meritano e che spetta loro perché siamo arrivate in ritardo in un ambito che è stato per troppo tempo solo maschile.  Le cose stanno cambiando. Le donne si stanno avvicinando a questo universo  per  necessità perché non possono più farne a meno. Questo universo di tecnologia avanzata ha un linguaggio ‘’per iniziati’’ e serve farne parte per non essere tagliate fuori.

Ascoltandola parlare sembra che una materia tanto complessa sia di una semplicità disarmante. Qual è il segreto per rendere “facile” ciò che facile non è?

Io penso che le cose fondamentali siano semplici. Einstein diceva che le equazioni semplici regolano il mondo. Arrivare alle soluzioni è complicato, ma il concetto è semplice.

Spesso nelle Sue interviste lei ha detto che le donne devono avere salute di ferro, nervi d’acciaio e marito d’oro. C’è altro che oggi devono avere? e un marito è sempre necessario tanto quanto i nervi e la salute?

Ovviamente, per nervi e salute, intendevo dire, rispettivamente, di non scoraggiarsi mai e di non dare troppa importanza a  cose banali, ovvero: essere tenaci e combattive e non perdersi, ad esempio, dietro a un raffreddore! Importante è poi la preparazione, superando studi difficili, senza scorciatoie. Per “marito” intendo una persona, una realtà umana in generale che ci circonda e che possa infonderci fiducia, nutrendo la nostra  autostima. Le donne possono trovare questo supporto in famiglia, a scuola e nei colleghi.

Quali sono le sfide tecnologiche che bisogna superare per rendere il viaggio su Marte una realtà concreta?

È veramente una sfida dell’intera umanità perché le difficoltà sono tante: viaggio lungo (da 6 a 8 mesi). Poi i raggi cosmici, e  stiamo lavorando tutti insieme proprio per risolvere questo ostacolo. Non si può vivere all’esterno e ci vorranno tute davvero speciali per proteggersi. Sì può fare, ma ci vuole tempo. E poi il poter vivere lì a lungo. Una missione su Marte richiede 2 anni minimo e quindi sarà necessario trovare un avanposto sul pianeta per “abitarci all’interno’’. E poi bisogna pensare a come nutrirsi (non si potrà mangiare sempre e solo scatolette…). E ancora: il combustibile, cercare tracce di vita. Ci vorrà anche uno psicologo per il supporto alla condizione di solitudine e lontananza. Marte è un pianeta maledetto e dobbiamo “domarlo”.

Oggi sempre più donne intraprendono la carriera scientifico/matematica. Secondo lei è perché hanno meno paura dei numeri o perché hanno meno paura del giudizio sociale?

Perché ci sono donne bravissime in matematica (che non hanno mai avuto paura dei numeri) e non c’è più la necessità di essere “l’angelo del focolare”, ma c’è quella di fare qualcosa per aiutare l’umanità intera. Le donne non hanno più paura di intraprendere carriere prima solo appannaggio maschile.

Lei pensa che la presenza femminile nel mondo scientifico faccia la differenza? le donne hanno un approccio diverso, mettono più umanità?

Certo, perché ragioniamo in modo intuitivo, perché abbiamo intelligenza emotiva, che è fondamentale per fare ricerca scientifica. L’intuizione fa intravedere possibilità che a primo acchito non si vedono.

Spesso si considera la ricerca spaziale come un costo, mentre in realtà gli investimenti in questo settore si sono mostrati molto remunerativi. Può farci degli esempi di invenzioni destinate allo spazio che oggi hanno un impatto sulla nostra vita quotidiana? 

Quando si dice che sono care è una falsità. Se prendiamo ad esempio il costo di una missione e lo dividiamo per tutta la gente che ne usufruisce e per i tanti anni in cui se ne potrà beneficiare (minimo 20 anni), il costo pro capite è quello di un caffè! Ci tengo in particolare a sottolineare  l’importanza dell’investire nello spazio perché ritorno è enorme al fine di  migliorare le nostre vite. E questo va da semplici invenzioni come il velcro ad applicazioni nel campo medico, quali, ad esempio, la mammografia.

Maria Grazia Galati (hanno collaborato Paola Cairo, Gilda Luzzi, Sonia Sion, Stefano Vaccaro)

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