Bellezze senza tempo sono quelle ritratte da tre famosi fotografi in situazioni molto diverse tra loro. Tre mostre, a Milano, ne rendono omaggio: Instant Warhol, Irving Penn e “Passo a due. Roberto Bolle Giovanni Gastel”.

La mostra su Andy Warhol, alla Galleria Tommaso Calabro fino al 23 ottobre, riguarda esclusivamente le foto scattate con la sua Polaroid.  

Warhol l’ha usata spessissimo: gli serviva per fermare e catturare gli istanti, per immortalare i personaggi che poi avrebbe ritratto nelle sue celebri sequenze. In queste istantanee sono raffigurate celebrità che frequentavano la sua cerchia e ritratti di personaggi famosi. Nelle sue foto c’è la ricerca del bello in senso non convenzionale, non in posa, non – perfetto. Il glamour in tutte le sue forme rende affascinante e bello anche ciò che non lo è.

Bianca Jagger, stella del jet set internazionale, bellissima, è ritratta quasi di sfuggita, in una camera d’albergo: sembra essere lì quasi per caso, mentre Gianni Agnelli viene ritratto nella sua essenza: sguardo pensieroso ma fiero di sé, con la mano sul petto in segno di autoaffermazione.

Troviamo, fra gli altri, anche una scanzonata Madonna, con un buffo cappello, agli inizi della sua ascesa nel panorama musicale; Nureyev bello come un dio greco e un autoritratto dove spicca la sua chioma bionda in mezzo al nero del contesto: come una ” luce” per chi lo circonda. Questo è stato Warhol per la società del suo tempo.

Altro concetto della bellezza è quello espresso da Irving Penn nella mostra “Irving Penn” alla Galleria Cardi fino al 3 dicembre.

Penn è stato il fotografo per eccellenza di Vogue, autore di oltre 150 copertine. È un fotografo sofisticato Penn, che ha cambiato il modo di fotografare. È come se, nelle sue opere, l’immagine uscisse dal quadro, come nella celebre foto della modella in bianco e nero con veletta, che rivoluzionò la copertina di Vogue: la prima copertina in bianco e nero nel 1950.

C’è in Penn una ricerca della bellezza fine a se stessa, di grande impatto, come nella coppia a tavola – silhouette nera su sfondo bianco- dove lei, elegantemente, versa il caffè a lui che fuma una sigaretta, deliziato dal momento; o nel profilo di una donna con cappellino e sigaretta appoggiata sulle labbra con atteggiamento sfrontato e altero.

Irving Penn non è stato solo un celebre fotografo di moda, ma ha esplorato anche altri campi: dallo still life – la sensuale bocca rossa con l’ape che sembra bucare lo sfondo, o l’occhio che scruta il mondo dal buco della serratura – ai ritratti di popolazioni africane, dove i ragazzi sono in posa come modelli, con grazia ed eleganza, a quelli della ” beat generation” – hippies ma di buona famiglia -, oltre a scatti riguardanti l’ Italia, che amava molto, dopo esserci venuto da soldato durante la Seconda Guerra Mondiale. A questo proposito, vanno ricordate due foto diametralmente opposta: un suo autoritratto con la divisa e la macchina fotografica e un meraviglioso ritratto di Sofia Loren.

Il mondo è stato da lui interpretato con leggerezza e sentimento.

“Passo a due. Roberto Bolle Giovanni Gastel” alle Gallerie d’ Italia fino al 7 novembre, mette in luce lo straordinario rapporto tra danza e fotografia, durante la manifestazione ” On dance” che, grazie a Bolle, ha fatto rifiorire nei più giovani la passione per il ballo.

Gastel è stato un fotografo raffinato, che ha sempre saputo cogliere l’ essenza delle persone. È così è stato anche con Bolle, col quale ha stretto una grande amicizia.

Elegante, pensieroso, pieno di vita: così Gastel ha visto Roberto Bolle fin da ragazzo. Nei suoi movimenti Bolle è plastico, la quintessenza del ballerino: in alcune figure raggiunge la perfezione; in altre sembra l’uomo vitruviano in movimento e in altre ancora, un ragno.

Gastel ha “raccontato” Bolle in questi straordinari movimenti nei quali l’ uomo e il ballerino erano un tutt’uno sprigionando bellezza e grazia.

Anna Violante

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