Conferenza stampa di Paulette Lenert (10/04)

54 morti, 3063 infettati, 42 in terapia intensiva. Sono tanti, certo, in paragone, ad esempio al Grand Est la nostra situazione è migliore. Le misure restrittive stanno davvero funzionando. Numeri positivi in discesa. Possiamo essere abbastanza ottimisti, ma siamo ancora molto preoccupati; gli ospedali sono ancora molto in sovraccarico. Per il long weekend bisogna assolutamente continuare a rimanere blindati. Il consiglio è di investire sui rapporti umani a distanza. Letti non ancora tutti occupati. Comunque continuano a essere trattate anche e urgenze no covid.  Abbiamo fatto grossi sforzi per mettere in atto tutto il sistema di assistenza a turni per soddisfare tutti (in collaborazione con il dottor Schmit).

Tutti gli ospedali e le MDSA hanno separazione covid e no-covid, senza rischi. Situazione Europa inquietante, unica, mai avuta prima una crisi così. Una crisi che non è finita e ci vuole pazienza, ci vorrà una strategia di uscita dalla crisi, ma non è il tema di questa conferenza stampa. Stiamo attuando una politica dei tamponi molto generosa: ne facciamo molti rispetto alla popolazione, e ne faremo sempre di più, facciamo 6 volte il tampone più di francesi e olandesi. Tutto è stato messo in opera per assistere a domicilio chi è a casa e infettato, affinché sappiano cosa fare, come e a chi rivolgersi in caso di necessità.

Strategia di tamponi molto ampia: negli ospizi i tamponi si fanno su chi vi lavora e sui vulnerabili. Nostro target è di farne sempre di più.

Noi seguiamo l’evoluzione della malattia al fine di gestirla al meglio. Il modello che stiamo applicando funziona bene per la gestione del problema.

Lo studio che stiamo facendo sull’evoluzione della malattia non è necessariamente connesso a eventuali strategie di exit da confinamento.

Ministero della Salute ha creato regole per uso mascherina secondo regole di OMS. Ne stanno arrivando in continuazione e le distribuiamo secondo le priorità. Prima ospedali e simili, poi secondo disponibilità. In caso di maggiore necessità saremo in grado di approvvigionarci. Molti Comuni e società ci hanno dato del materiale, non siamo nella condizione di dover requisire materiale. Ogni Comune decide per sé.

Abbiamo impiantato 3 linee di guardia medica: covid, no covid, ospizi.

Organizzazione complicata, richiede un po’ di tempo, stiamo facendo del nostro meglio e lo faremo anche nel long weekend di Pasqua.

Come pensate di evitare rischio situazione come Spagna e Italia?

Lavoriamo con Ministero della Famiglia. Chi lavora nelle strutture di cura è formato ad hoc; forniremo altro eventuale personale e materiale in caso di bisogno. Cerchiamo di agire al meglio, di fare molta attenzione per agire al meglio se serve.

 Centre retention Findel, sans papiers: che fate?

Abbiamo istruzioni chiare e contatti con i responsabili. Ci sono persone formate che gestiscono il tutto.

 Ci sono persone che non rispettano le regole?

In generale grande disciplina. Le cifre di infettati diminuiscono, prova che la disciplina c’è.

Morti in ospizi: Perché non comunicate più il numero di decessi?

Per rispetto alla sfera privata. All’inizio l’abbiamo fatto, ma ci siamo resi conto che poi si correva il rischio di non rispettare la privacy.

Alcune persone dopo quarta settimana di isolamento sono ancora positive. C’è quindi rischio se escono dopo questo periodo?

Non si è certi che non si sia più infettivi. È un nuovo virus, non abbiamo dati certi in merito purtroppo. Non siamo sicuri al 100%.

Situazione ricoverati dal Grand Est?

Due usciti da terapia intensiva, uno morto, gli altri non sono ancora guariti.

 (Red/mgg)

 

 

 

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