L’emergenza corona virus in Italia è una dura realtà da accettare. Molti italiani residenti in Lussemburgo leggendo le notizie e le drastiche misure intraprese in Italia, si stanno ponendo leciti dubbi e perplessità sulle misure molto contenute del Granducato in materia di prevenzione e di contenimento del contagio.

Finora ci sono 7 casi positivi al corona virus quì in Lussemburgo.

Lussemburgo non resterà una mosca bianca, non è possibile! La questione fondamentale al momento è mettere in pratica e diffondere i comportamenti igienici per evitare al massimo il contagio ed evitare che il virus circoli. Siamo tutti d’accordo. Ma sarà sufficiente? Oggi bbiamo letto che gli eventi con più di mille persone devono essere annullati. Ma poi i locali con quella capienza restano aperti…molte contraddizioni e molte falle.

(QUI)

Non si sa se siamo nella fase “troppo tardi” o “troppo poco”….

È vitale che la valutazione in situazioni di emergenza venga fatta dalle autorità competenti, sia perché sono in possesso dei dati aggiornati e non di voci di corridoio, sia perché hanno le competenze per interpretare i dati, di sicuro non spetta farla a noi.

Si potrebbe proporre un incontro sul tema coinvolgendo in primis le associazioni italiane del territorio e del personale medico competente che possa illuminarci su come affrontare questa situazione poco chiara, politici (se necessario). Qualsiasi altra iniziativa è ben accetta. Ora più che mai è necessario sapere e come eventualmente affrontare una possibile emergenza.

(red/amelia conte)

 

FR

Les Italiens s’interrogent sur le virus. Un débat nécessaire

L’urgence du Coronavirus en Italie est une réalité difficile à accepter. Nombreux Italiens du Luxembourg, en lisant les informations et les mesures drastiques prises en Italie, soulèvent des doutes légitimes quant aux mesures très limitées du Grand-Duché concernant la prévention et la maîtrise de la contagion.

Jusqu’à présent, il y a 7 cas positifs de coronavirus ici au Luxembourg.

Le Luxembourg ne restera pas un merle blanc ce n’est pas possible. La question fondamentale pour le moment est de mettre en pratique et de diffuser les comportements d’hygiène pour éviter la contagion et la circulation du virus, nous sommes tous d’accord. Mais cela suffira-t-il?

Nous lisons que les événements avec plus d’un millier de personnes doivent être annulés. Mais en même temps, les locaux de cette dimension restent ouverts … que de contradictions et de défauts !

(ICI)

Nous ne savons pas si nous sommes dans la phase « trop tard » ou « trop peu ».

Lors des situations d’urgence, l’évaluation est vitale, car elle est effectuée par les autorités compétentes, à la fois parce qu’elles disposent de données actualisées et non des entrées de couloir et parce qu’elles ont les compétences pour les interpréter. Ce n’est certainement pas à nous de le faire.

On pourrait proposer une rencontre sur le sujet, en impliquant d’abord les associations italiennes de la région, le personnel médical compétent capable de nous expliquer comment faire face à cette situation embrouillée et enfin les politiciens (si nécessaire). Toute autre initiative de clarification est la bienvenue. Maintenant plus que jamais, il est nécessaire de savoir comment faire face à une éventuelle urgence.

 (red/amelia conte)

amelia@passaparola.info

(aggiornato al 10/03/2020)

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