qt

L’autore di Pulp Fiction di nuovo sul grande schermo con un film che (parole sue) “è un lettera d’amore all’industria del cinema”. L’attesa è stata lunga, ma ne valeva come sempre la pena! Once Upon a Time in… Hollywood, il nono film di Quentin Tarantino, finalmente arriva in sala per consolarci alla “rentrée”. Dopo due western consecutivi, Django Unchained – 2012- e l’ultimo The Hateful Eight – 2015- Tarantino cambia un po’ registro e ci porta in un’ America molto più moderna, fine Anni ’60, nel cuore dell’industria del cinema hollywoodiano. Questi sono anni estremamente importanti per il regista, poiché sono stati quelli in cui egli è cresciuto e ha scoperto la sua passione per il cinema e il teatro.

Il film racconta la storia di un attore già affermato (magistralmente interpretato da Leonardo Di Caprio) che fatica a mantenere il grande successo e del suo amico/collega di lungo corso e stuntman (Prad Pitt, di pari bravura), reo di aver ucciso la moglie. La pellicola è un omaggio a Sergio Leone, fra i registi più amati dal grande Quentin, che, fedele al suo stile, non risparmia il geniale sarcasmo di un citazionismo storico (il caso Sharon Tate), che lui immagina avrebbe voluto, potendo, evitare in maniera rocambolesca. La stessa fedeltà che si ritrova in alcune scene cruente.

C’è chi ha già gridato al capolavoro, ma i giudizi lasciano il tempo che trovano.Tarantino piace tanto o non piace per niente. Ogni suo film è una storia a sé e le sue pellicole non si dovrebbero paragonare fra loro. Come questo, per il quale non servono troppe parole né troppe recensioni… Comprate un biglietto e…buio in sala! Tarantino vuole così!

 

Fabio Bottani (regista)

Potrebbe interessarti anche questo

“The Race” mette in scena gli stereotipi di genere nello sport

KEHSIA ASBL, il centro di conoscenza e potenziamento per un approccio alla scienza cittadina e all’innovazione – già ospite di VoicesbyPassaParola nel 2024 – nell’ambito di RE.W.I.N.D. Women progetto Erasmus+ lancia le iscrizioni per il gioco di ruolo che aiuta…

Lo scultore del Lago Maggiore: Paolo Trubetzkoy, tra Italia e Belle Époque

Nato illegittimo sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore nel 1866, Paolo Petrovitch Trubetzkoy crebbe a Villa Ada tra gli artisti della “scapigliatura” lombarda e si formò da autodidatta a Milano. Figlio di un principe russo e di una cantante americana,…

“Spouse Programme” per i coniugi dei lavoratori internazionali

Il Luxembourg Spouse Programme è una nuova iniziativa ufficiale lanciata dalla Camera di Commercio del Lussemburgo in collaborazione con il Ministero dell’Economia e il Ministero del Lavoro. Il programma fa parte della strategia nazionale Work in Luxembourg ed è specificamente…

Perché gli economisti ortodossi non ci azzeccano mai

Secondo la riflessione del professor Carlo Degli Abbati, specialista in economia e geopolitica, “La parabola dei ciechi” – il celebre dipinto di Bruegel il Vecchio conservato nel Museo di Capodimonte – potrebbe costituire una perfetta allegoria degli analisti economici attuali…