(Nella foto: (Nina Eichinger, Matthias Killing, José Carreras)
(Nella foto: Nina Eichinger, Matthias Killing, José Carreras)

La battaglia contro la leucemia è dura. Non sempre si vince. José Carreras l’ha vinta.

Era il 1987, l’anno in cui cambiò tutto per lui. La malattia lo convinse che era arrivata l’ora di impegnarsi attivamente. “Perché la leucemia deve diventare una malattia da cui si deve guarire, in modo che tutti abbiamo la possibilità di godere del dono della vita – ha confermato il tenore–.

Diverse le iniziative di raccolte fondi che si attivano durante l’intero anno in Germania e che culminano con il José Carreras Gala dello scorso 12 dicembre, durante il quale non solo vengono presentati i risultati di alcuni eventi di raccolta fondi (sono stati raccolti oltre 200 milioni di euro, ndr), ma vengono raccontate le storie di piccoli e grandi combattenti. Il Gala prevede, inoltre, un ricco programma musicale e viene trasmesso in chiaro da SAT1 Gold. Nell’edizione 2018 il Gala è stato un viaggio tra presente e passato, tra musica classica e contemporanea. Dopo la performance della popstar Nico Santos, il padrone di casa Josè Carreras si è esibito con il tenore Jonas Kauffmann, nella versione tedesca di Silent Night.

E che brividi quando, assieme alla corale di voci bianche Regensburger Domspatzen, ha cantato l’ “Ave Maria” di Schubert: un’armonia sublime. Più tardi Jonas Kauffmann ha omaggiato l’Italia con “Volare” di Modugno mentre Carreras ha ripreso “La danza”.

Ancora più lodevole che molti degli artisti presenti, oltre ad essere ambasciatori della Fondazione, devolvono parte dei loro incassi al finanziamento di progetti di ricerca e cura di diversi ospedali tedeschi. A conclusione della serata tutti gli ospiti si sono uniti al tenore per intonare “Let it snow” mentre, fuori dagli studi televisivi scendeva a fiocchi la neve.

 

Elisa Cutullè

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