Accadde il 9 giugno 1958 a Borgo San Lorenzo (Fi). Fido, ogni giorno per 14 anni, ha atteso la corriera con la speranza di poter rivedere il suo proprietario.

FIDO-DUE

Un emozionante esempio di fedeltà e incondizionata amicizia. Questa è la storia di un cane che aspettò, invano, il ritorno del suo amato padrone per 14, lunghissimi, anni. Ci troviamo in Toscana, 30 dicembre del 1943, a Luco del Mugello frazione del comune di Borgo San Lorenzo (Fi); la guerra imperversa, gli alleati bombardano Firenze e, come ogni giorno, Fido accompagna il suo padrone alla fermata della corriera. Nella piazza centrale del paese lo aspetterà, come al solito, nel pomeriggio al ritorno dallavoro per rincasare insieme.

Carlo Soriani, un operaio della Brunori laterizi, che due anni prima aveva trovato il cucciolo abbandonato in un fosso e lo aveva salvato da morte sicura, quel giorno di fine dicembre non farà ritorno a casa. Rimarrà vittima, insieme ad altre 108 persone, di un bombardamento inglese nella fabbrica in cui lavorava. Da quel momento, e per altri 5000 giorni di seguito, gli abitanti della cittadina toscana saranno testimoni di quello che diventerà un rito quotidiano. Pioggia, grandine e neve non impediranno al meticcio mezzo pointer di essere sempre presente all’arrivo del pullman, dal quale però non vedrà mai scendere l’adorato padrone. Un racconto strappalacrime che, tra gli abitanti di Borgo San Lorenzo, si tramanda di generazione in generazione.

Premio alla fedeltà e all’amicizia. La commovente storia di Fido fu raccontata per la prima volta in un articolo di Amilcare Giovannini su La Nazione. Il cane attirò l’attenzionedell’Italia intera e, quando apparve in un filmato dell’istituto Luce, ben presto la sua fama varcò anche i confini nazionali. In Olanda lo scrittore Peter Van Steel lo ricorderà sulle pagine del più importante quotidiano di Amsterdam, lo stesso farà il giornalista parigino Jean Marie Colaudes.
In Giappone due decenni prima si era verificata una storia del tutto simile.In quel caso il protagonista era Hachiko, un cane di razza Akitainu, che per dieci anni si recherà ogni giorno in stazione ad aspettare il suo padrone, Hidesaburo Ueno, professore all’Università di Tokyo, morto di infarto nel1925. Ad Hachiko dedicheranno anche un film dal titolo “Hachiko, il miglior amico dell’uomo” con Richard Gere. Proprio nel paese del Sol Levante le gesta del nostro Fido troveranno ampio spazio sia sulla carta stampata che in televisione.

Nel 1957 il sindaco di Borgo San Lorenzo, Giuseppe Graziani, conferisce a Fido la medaglia d’oro al valore e da incarico allo scultore Salvatore Cipolla di realizzare un monumento in suo onore. La statua verrà costruita in ceramica e, dopo la sua distruzione ad opera di vandali, sostituita con una in bronzo. Il 9 giugno 1958, indebolito dall’età ma sempre con la speranza nel cuore di rivedere il suo padrone, si reca per l’ultima volta alla fermata della corriera. Poche centinaia di metri prima però si accascia, ormai sfinito, al suolo e muore.

Quel giorno fu lutto cittadino e per Fido venne organizzato un solenne funerale, a cui vollero partecipare anche gli abitanti dei paesi vicini. Nel suo ultimo viaggio una folla visibilmente commossa lo ha accompagnato al cimitero cittadino, dove si è finalmente potuto ricongiungere con il suo amico Carlo. Sulla lapide in marmo furono scolpite le seguenti parole:- “ Sotto questa terra la pietà mugellana ha raccolto le povere ossa del cane Fido, il cui nome volò per il mondo a simboleggiare una cieca fedeltà non troppo comune fra gli uomini”.

 

Carmine Mino Piane 

 

 

 

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