Un film che non sorprende, ma non delude. Le cose non dette è un film che si lascia guardare con piacere e che conferma, ancora una volta, tutti i tratti distintivi dell’autore. Un film “Muccino 100%”

Il regista torna sul tema che conosce meglio: le crepe di due coppie di amici. Carlo ed Elisa partono per Tangeri (Marocco) insieme a Paolo e Anna, convinti che la vacanza possa spezzare la quotidianità e aprire nuove prospettive. Ma in il viaggio prende presto un’altra direzione. Quella che si annuncia come una fuga diventa un dramma, mentre Tangeri si svela sullo sfondo con tutta la sua bellezza. La sceneggiatura è ben costruita e regge il passaggio dal registro leggero a quello drammatico. Gli interpreti sono tutti credibili nei rispettivi ruoli. Ci sono “gli attori di famiglia”: Stefano Accorsi e Claudio Santamaria hanno alle spalle cinque collaborazioni ciascuno con il regista; Carolina Crescentini è alla sua terza esperienza con Muccino. Anche qui interpreta una moglie sull’orlo di una crisi di nervi, un ruolo che le riesce bene come già nel 2018. Ma la vera scoperta è Vittoria, la tredicenne interpretata da Margherita Pantaleo, che incarna a meraviglia un certo disagio giovanile che pervade tutte le nostre società. In sintesi: film accattivante, coerente con il suo autore, che non sorprende ma non tradisce le aspettative.
Ornella Piccirillo