Ci sono artisti che fanno concerti e artisti che creano comunità, anche solo per una notte. Ieri sera, 15 luglio 2026, l’Abbazia di Neimënster si è trasformata nel cuore pulsante di un’energia collettiva senza confini. Lorenzo “Jovanotti” Cherubini ha fatto tappa in Lussemburgo con il suo attesissimo tour europeo, regalando novanta minuti di pura, incontenibile emozione a una platea sold out da mesi

Sotto il cielo aperto di una delle cornici storiche più suggestive del Granducato, l’atmosfera che si respirava era quella delle grandi occasioni. Il Lussemburgo, per sua stessa natura crocevia di culture, lingue e nazionalità, ha risposto con un calore straordinario. Qui, dove l’internazionalità non è un concetto astratto ma la quotidianità, la musica di Jovanotti ha agito da perfetto collante universale, unendo italiani residenti all’estero e fan locali in un unico, immenso abbraccio ritmico.

Foto: Enza Fuzio

Trent’anni di storie e un’empatia senza barriere

Sul palco Lorenzo non si risparmia mai. La sua forza è da sempre l’incredibile capacità di dialogare con chi ha di fronte, annullando la distanza tra transenna e microfono. Ieri sera questa connessione ha toccato vette di rara spontaneità: Lorenzo ha giocato con i più piccoli tra le prime file, ha scherzato, e ha persino accettato con un sorriso una bandiera del Venezuela portata da un fan, un gesto che racchiude lo spirito “senza frontiere” della sua musica.

Durante lo show, visibilmente emozionato, Lorenzo ha voluto condividere un ricordo speciale con il pubblico:

“Esattamente trent’anni fa tenevo il mio primissimo concerto qui in Lussemburgo. Ritrovarvi oggi, con questa stessa incredibile energia, è un regalo immenso.”

Ad accompagnarlo in questo viaggio, una band eccezionale di musicisti fuoriclasse. Su tutti, spicca la presenza del celebre trombonista Gianluca Petrella, uno dei jazzisti più stimati a livello internazionale, capace di elevare ogni transizione ritmica e di regalare assoli di una bellezza disarmante, fondendo jazz, funk ed elettronica in una macchina sonora semplicemente perfetta.

Foto: Enza Fuzio

Il viaggio nella scaletta: le tappe di una carriera straordinaria

La selezione dei brani è stata un perfetto viaggio intergenerazionale attraverso una carriera che ha ridefinito il pop e il rap italiano. Tra i momenti più intensi della serata, spiccano cinque pietre miliari che hanno fatto ballare e commuovere il pubblico:

  • Gimme Five (1988, dall’album “Jovanotti for President”)

Le origini. Il brano che ha consacrato un giovanissimo Lorenzo come pioniere dell’hip-hop/dance in Italia. Suonata ieri sera con un arrangiamento fresco e potente, ha scatenato l’effetto nostalgia fin dalle prime note.

  • Penso positivo (1993, dall’album “Lorenzo 1994”)

Un inno generazionale di tolleranza, multiculturalità e ottimismo. Accolto con un boato, il pezzo ha mantenuto intatta la sua straordinaria forza politica e sociale, ancora incredibilmente attuale nel contesto multiculturale lussemburghese.

  • L’ombelico del mondo (1995, dalla raccolta “Lorenzo 1990-1995”)

Il brano della svolta world music. Con le sue percussioni travolgenti e un ritmo ancestrale, ha trasformato la corte di Neimënster in una danza tribale collettiva. All’epoca ricevette una nomination agli MTV Video Music Awards proprio per il suo respiro globale.

  • A te (2008, dall’album “Safari”)

Il momento più intimo della serata. Una delle ballate d’amore più celebri e amate della musica italiana, certificata pluridisco di platino. Sentire migliaia di voci intonare all’unisono “A te che sei l’unica amica che io posso avere” sotto le stelle di Neimënster ha regalato brividi puri.

Un karaoke a cielo aperto

Il concerto si è chiuso in un trionfo di applausi, sorrisi e sudore. Grazie a una band capace di alternare muri di suono funk-rock a improvvisazioni trascinanti, lo show si è trasformato in un gigantesco karaoke collettivo.

Jovanotti ieri sera ha dimostrato che il tempo, per lui, sembra non passare mai. La sua musica continua a essere una celebrazione della vita, un invito all’incontro e, soprattutto, la prova che la bellezza risiede nella condivisione. Il Lussemburgo lo ha accolto a braccia aperte e Lorenzo, in cambio, ha lasciato un pezzo di cuore tra le mura dell’Abbazia di Neimënster.

Elisa Cutullè (foto cover : Centre Culturel de Rencontre Abbaye de Neimënster; foto interne: Enza Fuzio)

Potrebbe interessarti anche questo

Oltre l’imperialismo culturale: alla ricerca di una terza via per la sovranità popolare

Democrazia tra relativismo e oggettivismo, stimolante saggio di Alessandro Di Fiore pubblicato da Armando Editore (2026), offre una boccata d’ossigeno al dibattito politologico contemporaneo superando con rigore sia i formalismi puri sia le visioni radicalmente sostanziali della legge. L’autore delinea…

Riforma elettorale e Circoscrizione Estero: le proposte e le raccomandazioni del CGIE

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, in qualità di organismo di rappresentanza delle nostre comunità nel mondo, ha formalizzato un documento di raccomandazioni e proposte in merito alle modifiche della disciplina elettorale per la Circoscrizione Estero, introdotte dalla Camera dei…

@Voices: la Chambre des Salariés (podcast)

(Puntata 959) Da quasi 2 anni PassaParola Magazine vanta una importante collaborazione con la Chambre des Salariés. Ogni mese www.passaparola.info potete trovare articoli sulle attività della Camera con notizie e aggiornamenti molto utili per lavoratori/lavoratrici del Granducato. Ne parliamo anche…