Lo scorso 9 marzo, a Milano, al Teatro Carcano, nell’ambito della rassegna “Follow the Monday”, Aldo Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera e noto scrittore, ha presentato lo spettacolo “Il Genio Italiano”. Secondo la sua suggestiva e accorata tesi l’Italia, a differenza di altri Stati, non è nata dalla politica o dalla guerra, ma è nata dalla cultura e dalla bellezza. Cazzullo fa un excursus che parte da Giulio Cesare, passando attraverso Virgilio, Giotto, Dante, San Francesco e il Rinascimento, per approdare ai giorni nostri

Il percorso è ricco e variegato. Gli uomini e le donne – importantissime per Cazzullo – che hanno contribuito a creare l’ Italia, rendendola un Paese unico per la sua diversità (culturale, fisica, artistica), sono persone che hanno lottato contro il sistema, già dai tempi antichi, contro l’ ignoranza, per fare emergere l’ idea di bellezza e di cultura.
Il cammino comincia con Giulio Cesare che, per certi versi, fu un criminale in quanto uccise, nelle sue guerre, un milione di persone (cifra astronomica per l’epoca) e, per questo osteggiato da Catone l’Uticense e dai Senatori, che lo odiavano anche perché era a favore del popolo. Giulio Cesare fu anche uno scrittore, un generale, un politico ed è Il primo che scrive la parola Italiani in un documento mandato ai Senatori durante la conquista della Gallia. Cesare fu un grande conquistatore e, non a caso, i termini Zar e Kaiser derivano proprio da Cesare.
Proseguiamo con Virgilio che nell’ Eneide descrive Enea un eroe della ” pietas”. I romani discendono da Enea, uno sconfitto che, però, scappa, portando con sé gli affetti più cari: il figlio Ascanio per mano e il padre Anchise sulle spalle. L’ umanità prevale sulla lotta e il potere. Virgilio viene scelto da Dante come guida nell’Aldilà, perché considera l’ Italia un insieme di valori. Dante ama l’Italia, ma è arrabbiato con essa, perché dice che è un Paese pieno di contraddizioni. Dante, poi, si rifà a San Francesco. Da lui prende l’ idea di scrivere nella lingua toscana e non in latino e trova l’idea della donna che è al di sopra di tutto: Beatrice. Dante, con la Divina Commedia, conosciuta in tutto il mondo, descrive la storia d’Italia attraverso personaggi controversi, positivi e negativi, che hanno comunque contribuito alla sua grandezza. Un altro grande personaggio è San Francesco, il patrono d’Italia. Un santo umile e non guerriero. Francesco è il primo italiano perché inventa il presepe e scrive il Cantico delle Creature. Francesco amava la natura ed è il precursore dell’Umanesimo perché ogni uomo è unico ed irripetibile. L’ umiltà e l’ umanità di Francesco, per il quale tutti siamo uguali nella nostra diversità, sono state d’ esempio per Giovanni Paolo II, quando nel 1986 ha riunito tutte le religioni del mondo ad Assisi per la storica Prima Giornata Mondiale di preghiera per la pace. Questo porterà alla caduta del Muro di Berlino nel 1989. Francesco è stato un faro anche per molti uomini italiani famosi che nel corso dei secoli sono diventati Terziari Francescani: Dante, Giotto, Petrarca, Colombo, Volta, Manzoni, De Gasperi, La Pira e San Giovanni XXIII.
Per non dimenticare, in ordine di tempo, il Papa che ha preso il nome di Francesco, incarnandolo al meglio.
Altra figura di rilievo è Giotto, il pittore che raffigura Francesco nella basilica di Assisi e ne fa un capolavoro. E la lista dei pittori è infinita, perché si approda al Rinascimento, dove la Bellezza esplode: da Leonardo a Michelangelo, passando per Raffaello, Botticelli e tutti gli artisti che hanno dato un volto alla bellezza del mondo. È un tripudio di forme, colori, espressioni, stili diversi: è un inno alla bellezza del Creato. L’ arte la fa da padrona anche nei secoli successivi, fino ad arrivare al Futurismo, passando per Caravaggio, Canaletto e l’ Ottocento.
E si arriva all’ epoca moderna e ai giorni nostri, dove la Storia prende il sopravvento, a partire dal Risorgimento fino alla Resistenza. Dovremmo essere orgogliosi di questi momenti della nostra Storia, dove ci sono stati donne e uomini che hanno dato la vita per la libertà. Se parliamo del ”Genio Italiano”, dobbiamo parlare anche delle donne. Sono coloro che hanno fatto la rivoluzione. Sono coloro che fanno fatto i lavori degli uomini durante la Guerra ’15-’18 e per questo, nel 1919, acquisirono nuove mansioni a livello imprenditoriale. Sono coloro che hanno dato un contributo notevole alla Resistenza e sono diventate artefici della democrazia. Donne che si rispecchiano nella Chiara di Francesco e nella Beatrice di Dante, antesignane dell’emancipazione femminile.
In conclusione: “De te fabula narratur” : la storia parla di ognuno di noi.
Anna Violante
