Giovedì 22 gennaio, presso Anteo Palazzo del Cinema a Milano, si è tenuta la proiezione in anteprima per i media del biopic (film biografico) “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, una co-produzione Rai Fiction e Casta Diva Pictures che celebra la vita e le passioni del grande artista e cantautore. Diretto da Renato de Maria e scritto da Monica Rametta, il film ne racconta il percorso artistico e interiore dalla Sicilia alla Milano degli Anni ’70, fino al ritorno nella sua terra

Nella pellicola il vero Franco Battiato non compare mai. La narrazione è affidata alla magistrale interpretazione del giovane attore palermitano Dario Aita (nella foto), che già dal Self Tape di candidatura aveva fatto colpo per la straordinaria somiglianza con Battiato, oltre che nell’aspetto, per timbro di voce, mimica e gestualità. Per due ore il film racconta l’evoluzione di Battiato come uomo e cantautore, oltre ad alcuni degli incontri più significativi che hanno plasmato la sua carriera e il suo spirito creativo, tra cui quelli con Giuni Russo, Juri Camisasca e Giusto Pio (interpretato da Giulio Forges Davanzati), co-autore di molti suoi brani di successo: ambienti e situazioni ricreati dopo ricerche a 360 gradi, anche grazie alla collaborazione della famiglia Battiato.

La narrazione si interrompe con la scrittura di “La Cura”, successo del 1996, a cinque anni dalla morte dell’artista, scomparso nel 2021: immagini confuse richiamano un corteo funebre, seguito da un paio di occhiali scuri posati su una scrivania. Nella scena finale Franco se ne va fra le nevi dell’Etna. Ma il racconto è soprattutto incentrato sulle profondità dell’anima di Battiato. È la storia di un viaggio interiore costellato da dubbi, interrogativi, tensioni, solitudine, che in un incessante tormento interiore hanno contrassegnato l’intero percorso dell’artista.

La pellicola ci fa conoscere la profonda natura spirituale di Battiato e la complessa ricerca del suo sé interiore, fra esoterismo, misticismo, letture filosofiche, pratiche meditative, studi di antiche culture, reincarnazione e tensione verso l’infinito: un mix ermetico – talvolta surreale – come i testi delle sue canzoni. La mente viaggia lontano e nel profondo di sé, cosicché la musica diventa al tempo stesso anelito verso il trascendente e ricerca di un equilibrio interiore. Ecco svelati i messaggi che si celano in successi come “Mondi lontanissimi” (1985) e “Centro di gravità permanente” (1981). Dopo la proiezione in anteprima del film hanno preso la parola il regista Renato de Maria, la sceneggiatrice Monica Rametta, il capostruttura Rai Fiction Leonardo Ferrara, la produttrice Casta Diva Francesca Chiappetta, amica intima di Battiato, Grazia Cristina Battiato, nipote del grande cantautore e presidente della Fondazione Franco Battiato ETS e l’attore protagonista Dario Aita che de Maria ha definito “Franco in carne e ossa anche quando la cinepresa era spenta”, “posseduto senza remore da Franco stesso”. Aita ha spiegato così il suo coinvolgimento: “Lui (Battiato) disse: Dopo la mia morte voglio lasciare un suono. E io sono partito da questo, questo suono mi ha fatto visita e ha iniziato ad abitarmi”. Presenti anche le attrici Simona Malato (nel ruolo della madre di Battiato) e Nicole Petrelli (che interpreta la cantante scomparsa Giuni Russo).

“Franco Battiato. Il lungo viaggio”approderà al cinema come evento speciale il 2, 3 e 4 febbraio prossimi, distribuito in esclusiva da Nexo Studios, con RTL 102.5 come Radio Ufficiale e in collaborazione con MYmovies. Prossimamente andrà in onda su Rai1 e Rai Play.

Il trailer della pellicola è disponibile al link: https://youtu.be/3ev3vwsB-pY

Testo e foto di Monica Morandi

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