È in programma dal 20 al 23 novembre 2025 la quarta edizione di De Mains De Maîtres presso il palazzo della BCEE (anc. bâtiment Arbed, 19, av. de la Liberté) nel cuore della capitale. Il tema è la Natura Singolare. Anche due italiane presenti

La celebre kermesse dedicata all’arte e all’artigianato quest’anno ha la Repubblica Ceca come ospite d’onore. I numeri parlano da soli: 67 artigiani, 110 artisti, 3 workshop, 200 oggetti rari in esposizione. La chicca sono anche i luoghi dove poter vivere l’esperienza dell’arte a tutto tondo oltre la sede che accoglie l’evento (19, avenue de la Liberté). Quest’anno spiccano anche due artiste italiane. Ve le presentiamo in anteprima.

Opera di Stefania Staltari

Stefania Staltari, artista ceramista lussemburghese di origini italiane, architetto di formazione, sviluppa una pratica ceramica sensibile, in linea con il suo percorso tra rigore tecnico e ricerca creativa. Formatasi in Germania e attiva in Lussemburgo, oggi ha scelto di riorientare la sua carriera verso l’insegnamento artistico, ritrovando così un’espressione più libera e intuitiva. Ne sono testimonianza i suoi vasi in gres modellati a mano, senza tornio, in un rapporto diretto e autentico con la materia. Vasi proposti in serie alla Biennale “De Mains De Maîtres” 2025. Ogni pezzo, unico nel suo genere, è inciso secondo la tecnica dello “sgraffito”, un metodo di incisione sulla superficie dell’argilla cruda che rivela, come impronte, motivi ispirati alla flora locale. Questi decori, valorizzati da uno smalto trasparente brillante, contrastano con la superficie opaca della ceramica naturale – bianca, terracotta o nera – e traducono una tensione tra natura grezza e sublimazione artigianale. Questa creazione, al tempo stesso utilitaria e contemplativa, è un invito a ritrovare una forma di semplicità, nascondendo al contempo una parte di quella natura che dobbiamo rispettare e proteggere, il che la collega al tema Natura singolare.

Opera di Yliana Paolini

L’artista interdisciplinare di origine italiana Yliana Paolini,  artista tessile e del suono vive e lavora in Lussemburgo. Architetto di formazione, sviluppa un’opera immersiva che unisce pittura, musica elettronica e video. Al centro della sua pratica c’è una necessità: confondere i confini tra organico e artificiale, creare un dialogo sensoriale, un’esperienza partecipativa. E Remnant Echoes, opera proposta per Nature singulière, scultura sonora interattiva a forma di bozzolo, realizzata con filo di alluminio, lana naturale e componenti tecnologici, esplora l’incontro tra natura e artificio coinvolgendo suoni registrati nella foresta (acqua, vento, uccelli), diffusi attraverso la struttura metallica, che vibra al contatto con il visitatore. Grazie a sensori di movimento, la scultura reagisce alla presenza umana, creando così un’esperienza sensoriale unica. Yliana interroga qui il nostro rapporto con la memoria sonora della natura e il modo in cui la tecnologia può diventarne il vettore poetico. Lungi dall’essere un semplice dispositivo, Remnant Echoes è una composizione vivente, uno spazio di risonanza tra l’intimo e il mondo. Un’opera profondamente contemporanea dove l’ascolto diventa un atto di riconnessione.

Per saperne di più: https://www.demainsdemaitres.lu/fr/

(Red)

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