Inizia a scrivere a 10 anni su wattpad (il social network che ha lo scopo di fare incontrare lettori e scrittori, ndr) dove nel 2021 vince, con il suo libro d’esordio, il Premio Wattys per la trama più avvincente. A Lussemburgo dall’età di 12 anni oggi, che di anni ne ha 19, sogna di aprire una casa editrice e/o lavorare nel fantastico mondo della celluloide. A tu per tu con il giovane scrittore piemontese che ci dà appuntamento al prossimo giovedì 14 dicembre (ore 19) alla Libreria italiana di Lussemburgo per scoprire il suo romanzo: ” Il pericolo dei tag” (Giovane Holden Edizioni, 2023) firmato come Erlond, il suo nickname. Moderatrice la prof.ssa Silvia Pintus

Michele Morabito

Perché scrivi? Come è nata la tua passione? 

Scrivo con l’obiettivo di far riavvicinare i giovani al mondo della cultura e dei libri. Scrivo perché non posso farne a meno. È come il mangiare: non puoi esimerti perché grazie ad esso sopravvivi. La stessa regola vale per la scrittura. Scrivo per avere le forze per camminare, per respirare e per osservare. Senza sono nulla, vuoto, debole e sarebbe allora impossibile sorreggere il peso del mondo. Scrivo perché una vita, una realtà non basta. Scrivo per trasmettere la meraviglia che l’immaginazione possiede e che, se ne si ha il coraggio, potremmo goderne tutti.

La mia passione per la scrittura è nata quando ero piccolo, quasi nove anni, e a dieci ho cominciato a buttare giù le prime righe. Ancor prima, mia nonna mi leggeva Harry Potter, “Eragon” o i libri della de Mari prima di andare a dormire. Leggevo tanto, pure quando non potevo come di notte, sotto le coperte, con la torcia e la schiena piegata, e immaginavo e immaginavo finché ho sentito l’impellente bisogno di creare la mia storia e la mia realtà. 

Perché un giallo? 

La scelta del giallo è avvenuta quasi casualmente. Il mio genere preferito è in realtà il fantasy, ma nel periodo in cui ho scritto “Il Pericolo dei Tag” leggevo molti gialli, come i libri di Agatha Christie, John Grisham,  Stephen King,  e guardavo i thriller alla televisione. Avevo bisogno di un genere che possedesse le caratteristiche adatte per dei ragazzi poco abituati a leggere. Il fantasy sarebbe stato troppo lungo, ricco di descrizioni, di personaggi e sistemi magici. Quindi, ho optato per il giallo/ thriller, in modo che potessi unire mistero e colpi di scena per non far annoiare il lettore. Da una parte ho scelto il giallo perché ne ero immerso, e dall’altra perché era funzionale al mio obiettivo di far riavvicinare i giovani al mondo dei libri. 

Come hai scelto il titolo? 

Non posso rivelare la ragione per la quale ho scelto il titolo perché quest’ultimo è il cuore del mistero. Posso però dire che volevo un titolo capace di incuriosire i giovani, quindi, la parola tag (etichetta che serve ad identificare una parola chiave, ndr) tipica dei social e una parola che incutesse timore, come “Il Pericolo”. Il primo titolo era “Lo scrittore Anonimo”, dopodiché ho optato per “Il Pericolo dei Tag” che racchiude meglio l’essenza del libro.

A chi ti ispiri? 

Il libro che ho più amato è “Eragon” di Christopher Paolini, il quale mi ha aiutato a tenere stretto il mio sogno. Da piccolo volevo essere come lui. Volevo scrivere fantasy e diventare un giovane autore come lui. Stephen King mi ha trasmesso il lato macabro e cupo delle storie, mentre Agatha Christie e John Grisham mi hanno trasmesso il piacere e i segreti dell’indagine. 

Perché dovremmo leggere il tuo libro ? 

“Il Pericolo dei Tag” è un libro rivolto ai giovani, a chi non è abituato a leggere e a chi vorrebbe cominciare il proprio cammino. È un libro da leggere perché è semplice, leggero, divertente e che non lascia spazio alla noia. Se avete voglia di un libro veloce, ma denso di colpi di scena, mistero e di personaggi particolari, allora questo è il libro che fa per voi. 

Quanto cinematografico è il tuo romanzo? 

Uno degli obiettivi che mi sono prefisso prima di scrivere “Il Pericolo dei Tag” è stato quello di renderlo il più cinematografico possibile. Questo è un libro rivolto ai ragazzi, soprattutto coloro non abituati a leggere, che però guardano centinaia di serie TV. Mi sono allora chiesto : quali sono le caratteristiche del cinema che lo rendono più interessante di un libro? Perché i giovani preferiscono lo schermo alla carta? Ho pensato quindi di unire mistero, colpi di scena e momenti divertenti proprio con l’obiettivo di emulare l’effetto e il ritmo delle serie TV. 

Anche nello stile è presente una sfumatura cinematografica. Quando scrivo immagino di essere una cinepresa, è strano da dire ma è vero, seguo ogni movimento del personaggio, mi avvicino per un primo piano così da rilevare le espressioni e mi allontano per catturare una breve panoramica. Col tempo migliorerò questa tecnica, ma credo che fino ad ora sia stata piuttosto efficace. 

Ti piacerebbe farne un film? 

Il mondo del cinema mi appassiona da sempre e cerco nelle mie storie di far trapelare questo amore. Quando ho vinto il Premio Wattys, ovvero il premio annuale dell’applicazione Wattpad in cui ho pubblicato il mio libro quando ancora era inedito, ho ricevuto il Premio Webtoon Studios che mi concedeva la possibilità di rendere “Il Pericolo Dei Tag” un film. Dallo stesso premio sono nati film come After (diretto da Jenny Cage e tratto dal romanzo di Anna Todd, ndr). Purtroppo, nessuno ha voluto scommettere su un giallo/thriller e, da allora, sono usciti solo film romance. Continuerò comunque a provare e sperare, finché un giorno potrò finalmente essere dietro le quinte di un film, o al fianco di un regista e solo allora potrò dire di aver raggiunto il paradiso. Quindi sì, semmai “Il Pericolo dei Tag” diventasse un film, sarei il ragazzo più felice al mondo. Per ora mi limito ad allenarmi con la sceneggiatura, la scrittura e tentare la fortuna. 

Instagram: erlond_wr

Red/picci

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