Billy, il poetico film d’esordio di Emilia Mazzacurati ambientato nella provincia italiana che attrae e respinge anime belle

Tanta poesia e tanta dolcezza traspaiono dagli occhi e dai giochi di un gruppo di bambini che, in un caravan abbandonato nelle campagne venete – verdi e nebbiose che sanno molto di americano –  si incontrano per giocare insieme e scambiarsi pensieri e passioni. Al centro del gruppo un bambinone diciannovenne, Billy, interpretato da Matteo Oscar Giuggioli, che vive con una mamma piuttosto naif, Regina (Carla Signori), in un tempo sospeso e rarefatto, pensando spesso al suo passato da enfant prodige oggi deluso.

Dalla provincia ci vuole più coraggio a partire o a restare? si chiede Billy quando incontra Zippo, un Alessandro Gassman rockettaro e sdrucito, che era il suo idolo d’infanzia e che ha abbandonato la carriera senza concludere molto nella vita. Un Battiston pacioso che interpreta il vigile del fuoco impaurito dagli accendini e una collaboratrice domestica con la passione dei “gratta e vinci”, sono gli altri riferimenti quotidiani di Billy la cui vita trascorre tra batticuori, attacchi di panico e riflessioni.

La luna, con le sue fasi, scandisce gesti e situazioni a volte surreali che rendono il film quasi un viaggio nel tempo sospeso.

La Mazzacurati, non potendo essere presente al Festival del film italiano di Villerupt, ha inviato un video in cui ha spiegato le sue scelte da regista e la creazione dei suoi personaggi che vivono ognuno nella sua “bolla” e che si ritrovano, alla fine, uniti in un’unica “bolla” che permetterà loro di riconoscersi in una storia comune. E di riallacciare legami assopiti durante la nevicata notturna che annuncia la vigilia del nuovo anno.

Voto: 7

(picci)

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