Nell’ambito della kermesse milanese del libro e della cultura, che si è svolta dal 16 al 20 novembre, si è dato spazio alle donne in momenti diversi. Due di questi momenti riguardano scrittrici, fotografe e cantanti

Venerdì 18 novembre all’Unione Femminile Nazionale, c’è stata la presentazione di tre libri riguardanti le donne: “Suono per la libertà. Io, Zarifa, afgana e musicista“; “10×10 Storie di donne fotografe” e “Catarsi“. In sala erano presenti Flavia Gallo, avvocata e coordinatrice della serata, gli autori Nicolas Bellaria ed Ester Cento, Biba Giacchetti, curatrice di mostre fotografiche, Arianna Ghilardotti, editor e traduttrice, Gian Marco Si ieri, editor e blogger di fotografia per Alley Oop – Il Sole 24 Ore e Raimondo Santucci, editore. Il giovane pianista Alberto Francaviglia ha curato l’accompagnamento musicale. Il primo libro riguarda la storia di Zarifa Adiba, una ragazza afgana di 24 anni di etnia azara, discriminata proprio per questo motivo che, grazie alla musica, riesce ad emergere in una cultura e in un Paese maschilisti. Zarifa è stata ammessa all’unica scuola di musica esistente in Afghanistan, il cui fondatore ha educato maschi e femmine insieme, contrariamente a quanto avveniva nel resto del Paese. Ora è direttrice d’ orchestra – la prima orchestra afgana di sole donne – e suonatrice di viola.  Zarifa ha lottato contro tutto e tutti per affermare sé stessa e la sua voglia di fare musica a riscatto di tutte le donne afgane che sono oppresse e limitate nelle loro espressioni.

Il secondo libro, curato da Ballario, è un libro di fotografie che mette in evidenza 10 fotografe fra le più importanti e più influenti di questa arte. Ognuna di loro ha stravolto i canoni fotografici della propria epoca, mettendone in evidenza le problematiche e, alle volte, precorrendo i tempi. Per citarne alcune: Dorothea Lange, che ha dato un volto alla Grande Depressione; Margaret Bourke White che ha fatto le prime foto aeree e ha fotografato l’ orrore di Buchenwald; Tina Modotti, impegnata politicamente; Gerda Taro, prima grande fotografa di guerra e compagna di Robert Capa, morta tragicamente durante la guerra di Spagna e Claude Cahun, antesignana del linguaggio trasgender, che non faceva distinzioni tra femminile e maschile nelle sue opere. Il terzo libro è un libro di poesie di una poetessa di 18 anni, Ester Cento, che usa un linguaggio ricercato per esprimersi. Il linguaggio è la verbalizzazione del pensiero e le figure retoriche che utilizza sono strumento e oggetto di poesia. La “catarsi” è questa trasformazione dell'”io” in versi per renderlo sublime. Tre modi diversi per esprimere la propria femminilità e la propria affermazione nel mondo.


Sabato 19 novembre, al Mondadori Megastore, Donatella Rettore, intervistata da Giusy Cascio – giornalista di Sorrisi e Canzoni- ha presentato il suo libro “Dadauffa. Memorie agitate” (Rizzoli, 2022).

La Rettore, ironica e trasgressiva cantante, che ha coperto un arco di tempo musicale dagli Anni ’70 ad oggi, si mette a nudo in questa autobiografia divertente e seriosa nello stesso tempo. L’inizio del libro è strepitoso perché racconta con leggerezza mista a preoccupazione, del momento in cui le hanno scoperto il tumore al seno, che lei riuscirà a sconfiggere. Ed è un susseguirsi di storie, così come è stata la sua vita. Racconta della sua famiglia, dove la mamma Teresita era un generale – come Napoleone – che, per incoraggiarla, si metteva di traverso nella sua vita, ostacolandola, ma solo per spronarla a migliorarsi, mentre il papà era suo complice. Ci sono anche i ritratti di alcuni personaggi famosi da lei incontrati: da Lucio Dalla che, agli inizi della carriera, le ha regalato un bastone da cane da pastore per invitarla ad esprimersi al meglio; Reginaldo, ossia, Elton John, di cui era innamorata della voce e del suo talento; o David Bowie, che incontrava tutte le mattine in panetteria, durante il suo periodo londinese. Riguardo al suo look, diceva che da piccola rompeva le palline di Natale per mettersi i brillantini ovunque: tratto ” luminoso” che le è rimasto fino ad ora. Nel libro parla anche del suo amore per i cani, soprattutto per Orsetto, che è morto il 29 dicembre. Il libro è dedicato a Claudio, suo marito, con il quale è insieme da quarantacinque anni. Questa è la prova della sua integrità e serietà, doti non comuni nel mondo dello spettacolo. Rettore si è messa a nudo parlando delle proprie fragilità. E questo non è poco per un personaggio come lei. Grazie a queste donne coraggiose.
Anna Violante 

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