incontro pd

La campagna elettorale del PD per le Europee 2019 ha fatto visita anche al Lussemburgo. Si è parlato d’Italia e di Europa nell’incontro tenutosi lunedì 20 maggio al Clae (Comité de Liaison des Associations d’Etrangers à Luxembourg), alla presenza di tanti giovani venuti ad ascoltare le idee ed il lavoro di ospiti d’eccezione (in rigoroso ordine di apparizione):

  • On. Massimo Ungaro, deputato del PD
  • Sen. Nadia Ginetti, vice presidente della Commissione Politiche Europee, in collegamento video (e purtroppo poco stabile, il bello della diretta) da Palazzo Madama
  • On. Brando Benifei, candidato del Pd nella circoscrizione Nord Ovest, in collegamento video “on the road”

con la moderazione di Marco Onorato, segretario del Pd Lussemburgo.

In una serata all’insegna del dibattito sui grandi temi che dominano l’attualità, diverse sono state le tematiche affrontate dagli ospiti:

  • Scuola, formazione  e lavoro: l’Italia ha bisogno di rinnovamento, ha bisogno di giovani. Oggi più che mai, i giovani necessitano di strumenti concreti che agevolino la formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre, l’Italia è purtroppo tra gli ultimi in Europa in quanto a retribuzione reale dei giovani (considerando il costo della vita). Bisogna quindi garantire condizioni dignitose ai giovani che lavorano, in modo da riuscire ad interrompere il circolo vizioso della generazione dei genitori che sono costretti ad aiutare finanziariamente i loro figli precari e conseguentemente in difficoltà a trovare l’indipendenza economica. Brando Bonifei si è soffermato in particolare sulla necessità di rafforzare e potenziare percorsi già intrapresi, come la promozione di programmi di scambio in altri paesi dell’Unione per i ragazzi che seguono iter di formazione professionale e favorire la mobilità degli studenti meno abbienti;
  • Ambiente: una politica che favorisca la crescita economica è indispensabile, ma il rispetto dell’ambiente e la corsa contro il tempo per arginare i danni cambiamenti climatici devono essere un obiettivo paritetico. Il PD trova la risposta a questo dilemma proponendo programmi di crescita sostenibile favorendo ricerca, sviluppo ed investimenti appropriati, che sono la chiave per il futuro da contrapporre a chi offre solo la decrescita infelice come alternativa percorribile. Strategia in linea con la politica ambientale europea, cercando comunque di migliorare costantemente la strategia per lo sviluppo sostenibile prevista dall’Unione per continuare a combattere concretamente il cambiamento climatico;
  • Europa: citando Massimo Ungaro, “per affrontare le grandi sfide globali che abbiamo di fronte abbiamo bisogno di un’Europa nuova e più unita ma soprattutto sociale, solidale e sostenibile”. L’Europa non “serve”, non è un oggetto monouso, ma è un’entità concreta nata da una grande idea di pace, è una grande famiglia in cui nessuno deve sentirsi escluso o svantaggiato. Quindi gli obiettivi non possono essere certamente l’ITALexit o il FRexit o l’uscita dall’Euro, di cui infatti neanche Salvini e Le Pen parlano più. Gli obiettivi devono essere quelle riforme necessarie a rendere possibili i processi di cambiamento che mirino ad un’Europa più giusta, più sociale e più solidale. In particolar modo, le proposte concrete sul tavolo sono incentrate sulla creazione di un paracadute sociale europeo, di un fondo per un reddito di inclusione europeo e di una IRES (imposta sul reddito delle società) minima al 18% per tutti i paesi. Per raggiungere risultati in materia di dumping fiscale e sociale è necessaria l’abolizione del voto all’unanimità in materia fiscale, che garantisce de facto potere di veto ad un singolo stato. Per quanto concerne la politica di accoglienza, serve modificare e rendere realmente vincolanti le regole per gestire ed i criteri per distribuire equamente i flussi migratori, regole che siano umane e garantiscano dignità e diritti ai richiedenti asilo ed ai rifugiati. Questo può avvenire solamente se si crea un’alleanza tra i grandi Paesi europei per contrastare la retorica nazionalista del Gruppo di Visegrad;
  • Parità di diritti: la priorità è portare avanti la battaglia politica e culturale per la parità di genere e le pari opportunità, sull’esempio dell’attuale battaglia per eliminare la discriminazione fiscale sull’iva sui prodotti di igiene femminili; proposte che sono state rigettate dal governo che di fatto si è voltato dall’altra parte su temi come il rapporto ancora impari tra uomo donna nella societa’ italiana, con particolare riferimento al costo dei prodotti equivalenti e al divario salariale;
  • Governo Nazionale, fra Flat Tax ed aumento dell’iva: con Ginetti e Ungaro si è discusso naturalmente anche di dinamiche nazionali e di come questo Governo stia portando il paese a una stagnazione di fatto, ad una decrescita infelice e di come il PD si stia impegnando come opposizione a formulare proposte concrete per migliorare la vita di tanti cittadini e cittadine.

Tante altre ed importanti questioni che stanno a cuore a chi ama la democrazia, la giustizia, la pace, la libertà e la diversità sono state toccate grazie agli interventi dei partecipanti, tra queste in particolare:

  • lo sdoganamento di odio ed intolleranza sociale grazie al crescente consenso delle ultradestre che approfittano della sempre più scarsa coesione sociale;
  • la situazione degli italiani all’estero;
  • le possibili alleanze, i rapporti, le convergenze e le differenze con le altre forze politiche;
  • i nuovi veicoli di informazione ed il futuro della comunicazione politica via social media ed il loro impatto sulle strategie comunicative del PD.

Infine, un breve appello ad andare a votare, ricordandoci che sposare la causa europea significa sposare i valori ed i principi incisi nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: il rispetto della dignità umana e dello Stato di diritto, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e la protezione dei diritti umani, valori che sono universali e che coincidono con i valori di chiunque abbia a cuore pace, libertà e giustizia sociale.

Al di là di ogni retorica, mai come oggi ogni voto conta, in quanto strumento in mano ad ogni cittadino per arginare non solo la deriva estremista, ma anche l’indifferenza di chi crede che “tanto non cambia niente”.

di Luca Ercolano

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