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Il riscatto dei giovani attraverso il rapporto con due generazioni anteriori. Ci può stare. L’ha confermato Francesco Bruni alla fine della proiezione del suo film TUTTO QUELLO CHE VUOI, deliziosa pellicola che illustra con grazia e verità l’inconsueta amicizia fra un ragazzo “borderline” ed un anziano poeta affetto da un principio di Alzehimer. Protagonista un bravissimo Giuliano Montaldo (questa volta davanti e non dietro la macchina da presa) capace di farci ridere e commuovere.

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Bruni ha svelato alcuni particolari interessanti del suo film. Come la presenza del figlio (nel  lungometraggio non fra i principali protagonisti, ma oggi rapper di successo) o la metafora della scalinata, che unisce Trastevere al Gianicolo in una sorta di scalata sociale per il giovane sbandato; che si improvvisa badante e si ritrova ad aiutare l’anziano e coltissimo borghese a recuperare il filo della sua memoria lungo vecchi sentieri (di campagna toscana e di sinapsi) della Seconda Guerra Mondiale.

Un film che ci mostra come l’amore – parole di Bruni – possa essere insegnato inconsapevolmente e come sia importante credere nei giovani un po’ “perduti” per dar loro una seconda possibilità. Da non sottovalutare gli scorci deliziosi della Città Eterna. Da vedere e…rivedere!

(Maria Grazia Galati)

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