(Foto: Alessandro Fulciniti)
(Foto: Alessandro Fulciniti)

In occasione del suo ultimo album “Canzoni della cupa” – pubblicato il 5 maggio in Italia e il 28 aprile in Germania, Austria e Svizzera – il cantautore di origine irpina ha iniziato il suo tour in giro per l’Italia e l’Europa con il suo ultimo ambizioso progetto. Resoconto del concerto di Francoforte direttamente dal backstage

 

Il 15 maggio scorso Vinicio Capossela ha suonato con la sua band al Mousonturm di Francoforte, tappa intermedia del suo German Tour 2017 che lo vedrà protagonista di altri due appuntamenti estivi, il 28 luglio a Magonza e il 29 luglio al Burg Herzberg Festival.

Il cantautore presenta la sua ultima opera Canzoni della cupa, un album che comprende 28 pezzi ed è diviso in due parti Polvere e Ombra, al quale il cantautore ha lavorato a fasi alterne per ben 13 anni, iniziando la registrazione di alcuni brani già nel 2003.

Album folk che rievoca le canzoni popolari riallacciandosi alla tradizione del Sud Italia (richiamo alla sua terra d’origine, l’Irpinia) ma anche al folk americano (non a caso Capossela durante il concerto cita Johnny Cash) ed ha il fine di far “conoscere finalmente il lato oscuro e selvatico di un Paese generalmente frainteso per la “bella e solare vita”. […] Un disco pieno di ombre ritagliate dai piedi di Peter Schlemihl, creature cugine italiane di Struwwelpeter, […]. Mitologia, superstizione, festa, fatica, migrazione. Tutto, tranne La dolce vita.”

Anche il concerto rispecchia lo stesso concetto dell’album e vedrà Capossela protagonista di una prima parte che dà spazio alle canzoni nuove, quali ad esempio Lo sposalizio di Maloservizio (“non credo nel matrimonio ma credo nello sposalizio” dice il cantautore per introdurre il pezzo) e La notte di San Giovanni, mentre nella seconda Vinicio allieta il pubblico con il suo repertorio più conosciuto (si inizia con Con una rosa al pianoforte, il paradiso dei calzini, che coss’è l’amor, Marajà, il ballo di San Vito) per poi deliziarci al bis con Ultimo amore (brano ispirato oltre che dalle vicende biografiche del cantautore anche dalla lettura del romanzo Serenata, di James Kane e dalla musica norteña).

 

(Foto: Alessandro Fulciniti)
(Foto: Alessandro Fulciniti)

 Durante il backstage Vinicio racconta ai suoi fan di come questo ultimo disco sia quasi una sorta di Heimat portatile, dando la sua personale interpretazione del termine tedesco Heimat che, in contrapposizione a quello di Vaterland (madrepatria, nazione), viene utilizzato dai tedeschi per esprimere il concetto di “patria intima”, “del sentirsi a casa”. Vinicio racconta di come una volta una pianista le raccontasse che suonare il pianoforte era la sua Heimat: da quel momento il cantautore si rese conto che sono proprio le sue canzoni ad essere la sua personale Heimat, concetto in cui si identifica talmente tanto che augura ai suoi spettatori che possa essere lo stesso per loro.

Quando parla Capossela fa spesso pause riflessive, quasi come a voler cercare la parola giusta, mentre si accarezza alle volte la lunga barba altre volte i folti capelli che spuntano dal cappello immancabile.

Ci parla inoltre di un altro concetto legato a queste Canzoni della cupa, quello della nostalgia (ci tiene anche a spiegare l’etimologia della parola che viene dal greco νόστος (ritorno) e άλγος (dolore): “dolore del ritorno”: “qualcosa che ritorna dà sempre dolore”.

Usi, costumi, credenze popolari, religiosità e spiritismo di Paese sono i protagonisti assoluti della serata, mentre la scenografia è spoglia e semplice (con l’eccezione degli innumerevoli originali cappelli che indossa Vinicio), spesso buia e richiama l’oscurità di cui si parla nel disco, quasi a rappresentare un’avventura che è letteraria e teatrale, oltre che musicale.

 Alberta ACRI

Potrebbe interessarti anche questo

Premio Tenco: fra ricordi e impegno

Dal 21 al 24 ottobre prossimi andrà in scena al Teatro Ariston di Sanremo la 49a edizione del Premio Tenco, rassegna della Canzone d’Autore che dal lontano 1974 promuove la canzone di qualità e il messaggio di Luigi Tenco, cercando…

@Voices: le capre a sonagli (podcast)

(Puntata 969) A VoicesbyPassaParola, la trasmissione italiana su Radio Ara, Paolo Travelli intervista Stefano Gipponi, detto Gippo, voce e chitarra di “Le Capre a Sonagli” la band che si è esibita sabato 3 ottobre al #4MUSITA, festival indie-rock italiano di…

Il Granduca Guillaume all’ONU: «Dobbiamo ricostruire la fiducia»

Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il Granduca Guillaume ha lanciato un appello a rafforzare la cooperazione internazionale in un mondo segnato da guerre, divisioni e crescente sfiducia. Il messaggio centrale è stato…

Legge sulla tassa di successione: una scelta politica che si può rivedere

La Chambre des Salarié,  tramite il suo periodico Econews di settembre, torna alla carica sul tema della tassa di successione ai grossi patrimoni. Un caso tanto straordinario quanto inatteso ha offerto allo Stato un margine di manovra di bilancio eccezionale…