Il totale allineamento del governo italiano nei confronti di Trump costituisce per l’Italia una grave responsabilità storica. Ce ne parla il prof. Carlo Degli Abbati
A parte le considerazioni ambigue espresse nel suo recente discorso alle Camere Giorgia Meloni nei fatti ha appena concesso all’alleato americano uno dei due sistemi SAMP/T di difesa del territorio italiano . Adesso risulta coperta da attacchi missilistici la sola città di Roma con l’unico SAMP/T (sistema di difesa aerea e missilistica integrato, ndr) in funzione che ci rimane. Ogni altra città italiana è scoperta. Dei cinque SAMP/T prodotti un altro era stato destinato precedentemente all’Ucraina. Quindi la difesa degli interessi americani è chiaramente anteposta alla difesa dei cittadini italiani
Il secondo attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, mentre erano in corso i negoziati sul nucleare in Oman, già del resto perfezionati una prima volta nel 2015 come JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action) dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu più la Germania, ma disattesi da Trump nel 2018, costituisce una offesa alla Carta delle Nazioni Unite, al diritto internazionale, al rispetto della sovranità delle nazioni che sin dal trattato di Westfalia (1648) aveva introdotto la regolamentazione dei rapporti internazionali basata sul riconoscimento reciproco della sovranità degli Stati- Nazione.
I ripetuti tentativi da parte statunitense ed israeliana di decapitare dei governi di stati sovrani – dopo Maduro e l’ayatollah Khamenei ben poco si parla del tentativo di assassinare anche il leader russo Vladimir Putin colpendo la sua residenza di Valdai – ci dà l’idea del totale disprezzo che la presidenza americana e quella israeliana hanno per il diritto internazionale e le sue regole.
Eppure sin dal 1945-46 lo statuto del tribunale di Norimberga stabiliva tre principali categorie di crimini: crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l’umanità. La guerra di aggressione come quella voluta da Israele e Stati Uniti contro l’Iran rientra fra i crimini contro la pace. Secondo lo statuto di Norimberga era crimine pianificare, preparare , iniziare e condurre una guerra di aggressione o una guerra in violazione dei trattati internazionali.
Lo statuto del Tribunale che giudicò i leader del regime di Hitler e altri nazisti sottolineò come principio fondamentale del diritto internazionale che “avviare una guerra di aggressione è un crimine internazionale di cui i leder politici e militari possono essere tenuti responsabili”. Questo principio fu poi formalizzato nei principi di Norimberga elaborati nel 1950 dalla Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite.
Per dei governi liberamente eletti agevolare due Stati nei loro comportamenti fuori legge, operanti totalmente contro i principi del diritto internazionale significa assumersi la responsabilità di fronte alla storia di riportare le relazioni internazionali al livello della legge della giungla e spalancare inevitabilmente le porte di una Terza Guerra Mondiale. Tradendo in un colpo solo i principi, ma tradendo anche soprattutto le speranze legittime dei propri cittadini esponendoli ad ogni tipo di pericolo.
Carlo Degli Abbati
*Insegna Diritto dell’Unione Europea e Organizzazioni Internazionali al Dip. di Lingue e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Genova. Già docente di Economia dello Sviluppo presso lo stesso Ateneo e di Storia dei Paesi musulmani al Dip. di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento ha insegnato Storia della Integrazione Europea alla Università di Lorraine-Metz.
