Sarà Veronica Fusaro a rappresentare la Svizzera al 70° Eurovision Song Contest, in programma a Vienna. La cantautrice ventottenne di Thun salirà sul palco della seconda semifinale il 14 maggio, portando una proposta musicale che mette al centro autenticità, presenza e connessione emotiva

Veronica Fusaro (c) Nils Sandmeier

«Rappresentare la Svizzera all’ESC è come ricevere un grande atto di fiducia», racconta l’artista. «Voglio usare questa opportunità per mostrare la mia musica in modo onesto, senza filtri». Per Fusaro, l’Eurovision non è solo una competizione, ma un luogo simbolico di incontro: «È uno spazio in cui persone, culture e storie diverse riescono davvero a dialogare attraverso la musica».

Veronica Fusaro è figlia di madre svizzera e padre italiano di origine calabrese, un legame che ha influenzato profondamente il suo modo di vivere la musica e il palco. Alla cura, alla precisione e alla solidità della tradizione svizzera si unisce un rapporto viscerale con l’emozione e il racconto, tipico della cultura mediterranea. Questa doppia appartenenza si riflette in un sound che attraversa alternative pop, soul e rock, e in testi che raccontano fragilità, desiderio di verità e relazioni umane, senza sovrastrutture.

Artista fortemente radicata nella dimensione live, Fusaro si è affermata negli anni come una performer intensa e credibile. Dopo essere stata nominata “Best Talent” da SRF 3 nel 2016, ha collezionato oltre 500 concerti in Svizzera e all’estero. Ha inoltre aperto i concerti di Mark Knopfler all’Anfiteatro di Nîmes e ha chiuso il 2023 con uno show da headliner al Kaufleuten di Zurigo. Il suo album di debutto All the Colors of the Sky (2023) ha raggiunto il quinto posto nella classifica svizzera, confermando una crescita costante sia di pubblico che di attenzione mediatica.

Il percorso che accompagna Veronica Fusaro verso Vienna passa anche dal suo secondo album, Looking for Connection, pubblicato il 24 ottobre 2025. Un lavoro che riflette sulla vita nella postmodernità e sul bisogno sempre più urgente di relazioni autentiche, lontane dalla superficialità e dalla sovraesposizione. Questi temi saranno centrali anche nella sua presenza all’Eurovision, come emerge dalle sue parole.

La nostra intervista:

Come pensi che la tua esperienza internazionale nei festival (come Glastonbury o Montreux) influenzerà la tua performance sul palco dell’Eurovision?
L’esperienza vale oro. Su palchi internazionali impari a restare presente, a fidarti della canzone e a essere vera anche davanti a chi non ti conosce. È esattamente quello che porterò sul palco dell’Eurovision.

Il tuo album “Looking for Connection” parla di connessione nell’era moderna — come speri che questa tematica si rifletta nella tua esibizione visiva e nell’interazione col pubblico a Vienna?
L’album parla di connessione vera, senza filtri. Sul palco a Vienna voglio riflettere questo con semplicità e presenza, lasciando spazio alla canzone e a un momento reale condiviso col pubblico.

Hai collaborato artisticamente con Fredrik “Benke” Rydman per l’ESC — come descriveresti il processo creativo dietro la messa in scena del tuo brano?
Benke è molto collaborativo e creativo. Apprezzo davvero il confronto con lui. Capisce la mia visione musicale e mi aiuta a tradurla in qualcosa che funzioni su un palco come quello dell’ESC, senza snaturarla.

Se potessi portare un elemento della cultura svizzera o italiana sul palco dell’Eurovision, che cosa sarebbe e perché?
Unire la precisione svizzera con l’emotività italiana: essere concentrata, ma lasciare spazio al sentimento.

Il brano con cui Veronica Fusaro rappresenterà la Svizzera sarà presentato ufficialmente l’11 marzo 2026. La direzione artistica della sua esibizione è affidata a Fredrik “Benke” Rydman, tra i creative director più premiati nella storia dell’Eurovision, noto per la sua capacità di valorizzare l’identità degli artisti senza compromessi. Già in una intervista approfondita concessa nel 2025 (Veronica Fusaro: una voce internazionale in cerca di connessioni globali – PassaParola Magazine) , Fusaro aveva raccontato il suo percorso umano e artistico, sottolineando l’importanza della verità emotiva e della connessione reale: elementi che oggi trovano una nuova, potente amplificazione sul palco dell’Eurovision Song Contest.

Elisa Cutullè

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