Giovedì 5 giugno eravamo presenti a un evento speciale: i 15 anni del Kulturpass, un progetto che in Lussemburgo ha cambiato il modo di pensare l’accesso alla cultura. La celebrazione si è tenuta al Bananefabrik, nel cuore di Bonnevoie, in una bellissima atmosfera conviviale. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura e ha visto la partecipazione del ministro Eric Thill

Il Kulturpass, lanciato da Cultur’all asbl, è una tessera che permette a chi ha un reddito basso di accedere gratuitamente o con significativi sconti a musei, cinema, teatri, concerti ed eventi culturali. Un modo concreto per dire che la cultura non è un lusso, ma un diritto. I partecipanti sono stati accolti da un bicchiere di crémant e una tessera di puzzle da unire a quelle degli altri ospiti, in una grande tavolata collettiva. Un gesto simbolico che racchiude il cuore del progetto: la cultura è partecipazione e si costruisce insieme. Luis Santiago e Marianne David hanno raccontato il percorso del Kulturpass, tra difficoltà (come la pandemia) e grandi traguardi raggiunti.

Il Ministro della Cultura Eric Thill ha ringraziato il team e i partner, sottolineando che l’accessibilità culturale è una priorità concreta per le istituzioni. Proprio per questo è stato creato un dipartimento dedicato all’interno del Ministero ed è stato raddoppiato il budget per il progetto.

Ma l’evento non è stato solo una celebrazione del passato: è stato anche un lancio verso il futuro. Il 2025 è un anno di svolta per il Kulturpass: l’équipe è stata ampliata ed è stata presentata una nuova identità visiva forte e contemporanea, pensata per parlare a un pubblico più giovane. È stato aggiornato il sito web, più moderno, con l’obiettivo di rendere l’esperienza degli utenti più intuitiva e coinvolgente. La direzione è quella della digitalizzazione: si punta a sviluppare strumenti come applicazioni, banche dati e interfacce accessibili per facilitare l’utilizzo del pass e ampliare la rete di beneficiari del servizio. La sfida è quella di coinvolgere davvero tutti, soprattutto i più giovani, e far sì che la cultura sia un bene quotidiano, alla portata di ciascuno.

Tra le novità si lavora anche all’ampliamento del progetto con l’introduzione dello Sportpass, che vuole estendere lo stesso principio di accessibilità anche allo sport. L’idea è già oggetto di discussione alla Camera dei deputati, con il coinvolgimento di personalità come Mandy Minella e del Ministro dello Sport Georges Mischo, a dimostrazione che l’inclusione culturale e sportiva sta diventando un tema centrale nella politica sociale del Paese. Kulturpass oggi non è solo un progetto culturale: è un vero progetto di società, che guarda all’inclusione, alla partecipazione e al diritto di tutti di accedere a una cultura viva, ricca e condivisa. Il messaggio finale? Insieme si può fare di più, e meglio. Perché la cultura, come la democrazia, funziona solo se tutti e tutte possono accedervi.
Testo e foto di Margherita Gramiccia e Andrea Paone 

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