Lunedì 17 febbraio al Teatro Manzoni di Milano c’è stato l’ atteso concerto di Ron dal titolo Al Centro esatto della Musica, che celebra il suo oltre mezzo secolo di carriera. La nostra corrispondente era lì e ce lo racconta da vicino. Fra aneddoti e confidenze 
La musica è sempre stata al centro della vita di Ron e lo si capisce anche dall’impatto che ha sul e con il suo pubblico.  Il cantante si trova a suo agio davanti alle persone. Ama stare in mezzo a loro. Esordisce con “Una città per cantare”, che è una canzone che non manca mai nei suoi concerti. Il testo è stato scritto e adattato da Lucio Dalla sulla base dell’originale “The Road” dello statunitense Danny O’ Keefe. La sua vita è in musica. Ha scritto canzoni memorabili con Dalla, al quale lo legava un rapporto profondo sia professionale che di amicizia. Durante il concerto Ron ha raccontato che alcune canzoni scritte per Dalla erano nate per caso come, ad esempio, la celebre “Piazza grande”, composta durante un viaggio in Sicilia. Altre canzoni memorabili di Dalla portano la firma di Ron come paroliere o come musicista: “Cosa sarà” – cantata durante il grandioso tour “Banana Republic” con Dalla e De Gregori – e “Attenti al lupo ». 

Ron ama raccontarsi al suo pubblico e raccontare aneddoti sulla sua vita e sulle sue canzoni Ad esempio, ricorda che una volta, a New York, durante un concerto di Amalia Rodriguez, la cantante ha intonato “Piazza grande” in portoghese e per lui è stata un’emozione immensa. Un altro ricordo è legato alla canzone struggente “Il gigante e la bambina” che parla di uno stupro ed è stata scritta da Paola Pallottino. Dalla aveva voluto che la cantasse lui e la portasse a “Un disco per l’ estate” nel 1971. Ron in un primo momento aveva rifiutato perché non era ancora maggiorenne e il testo aveva un contenuto tragico. Alla fine, però, l’ha cantata. Ancora un ricordo coinvolge la canzone “Joe Temerario” scritta con Gaetano Curreri, nella quale il coro di bambini pensato da Ron si materializza alle tre del mattino grazie all’ ingegnere del suono. La generosità dell’artista si scopre anche quando descrive la canzone “Cambio di stagione” scritta con Carmen Consoli e dedicata ai malati di Sla. Ron ha vinto anche un Festival di Sanremo, nel 1996, cantando insieme a Tosca “Vorrei incontrarti fra cent’anni ». Il cantautore, nella sua semplicità (il suo è un concerto “old style”, con lui al centro del palco, con la chitarra e i musicisti a fianco) ci ha portato per un’ ora e mezza “al centro della musica” con un repertorio di canzoni e di successi che hanno fatto la storia del cantautorato italiano. Milano è una città che ama molto perché vi ha mosso i primi passi in senso artistico e si è congedato presentando i suoi musicisti: Stefania Tasca, cantante e percussionista, che lo ha accompagnato in un paio di canzoni; Giuseppe Tassoni al pianoforte, arrangiatore delle sue canzoni; Roberto Di Virgilio alla chitarra e Pierpaolo Giandomenico al basso. La cristallina voce di Ron ci ha accompagnato in tutti questi anni regalandoci momenti di riflessione e di gioia. Così è accaduto anche questa volta: una magia.


Anna Violante 
Credit foto: Angelo Redaelli (per gentile concessione del Teatro Manzoni)

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