Dovrebbe essere sempre più chiaro agli italiani che il gruppo votato dal 13 % dei suoi abitanti nel 2022  innanzi tutto perché stanchi dei governi dei tecnici imposti dall’alto e non votati, cioè il gruppo Meloni, con gli apparentati Forza Italia e Lega,  ha un solo principale obiettivo: eternizzarsi al potere, grazie al cambio continuo delle regole del gioco

Ne abbiamo un ultimo esempio dopo l’esito inatteso del successo del Fronte Popolare alle elezioni francesi. Mentre i francesi per uscire dall’imbarazzo di fronte alla nuova frammentazione dell’Assemblea che impone di uscire dal sistema di elezione maggioritario stanno sempre piu’ concretamente pensando di introdurre un sistema proporzionale come primo atto di un nuovo governo, ricorrendo alla mai attuata proposta fatta da Bayrou nel 1986, il governo Meloni, terrorizzato dall’esito francese, sta già meditando un nuovo l cambio della legge elettorale. Conosciamo già le proposte di autonomia differenziata frutto iniziale dell’egoismo settentrionale dei politici legisti, conosciamo la proposta di premierato voluta da Giorgia Meloni per riprendere il mussoliano “un uomo solo al comando” che esautorerebbe il significato attuale di essere l’Italia una repubblica parlamentare. Abbiamo adesso il lavorio meloniano per rendere improbabile la replica di una situazione “alla francese”. Un progetto che dovrebbe essere presentato dalla maggioranza parlamentare come regalo autunnale agli italiani con un dossier già affidato al consigliere giuridico Francesco Saverio Marini e al presidente della Commissione Affari Costituzionali,  Alberto Balboni. Il senatore La Russa aveva già proposto dopo il primo turno delle elezioni francesi al fine di evitare un nuovo “fronte popolare italiano” di eliminare il sistema del ballottaggio nelle elezioni comunali, dopo gli esiti disastrosi delle ultime comunali per i partiti di governo che hanno perso tutte le città capoluogo in cui si è votato. In alternativa, di alzare la soglia del ballottaggio al 42-43% . Ma l’idea capitale della destra di governo è addirittura quella di modificare il modello elettorale.

In Francia Il nuovo Fronte Popolare che ha avuto la maggioranza relativa all’Assemblea Nazionale con 182  voti su 577 è composto da quattro partiti più’ formazioni minori, France Insoumise , Verdi, Socialisti, Comunisti, là ancora esistenti. Per evitare per l’Italia il rischio della ripetizione di una Union Sacrée , il gruppo Meloni- LEGA-FI sta studiando un disegno di legge che contempli l’abolizione dei collegi uninominali, che impedirebbe in Italia  la creazione di un fronte unito di sinistra, sostituito secondo quanto detto da Antonio Tajani da un modello pseudo regionale, con collegi plurinominali  ed elezioni dirette con premio al candidato presidente più votato che raggiunga il 40%, senza ballottaggio.

Quindi abolizione dei secondi turni oggi previsti.

E’ un altro passo per la costituzione in Italia di un sistema autoritario che controlli esiti parlamentari e diffusione delle notizie. Ne abbiamo un recentissimo esempio con una Rai News 24 sotto controllo che anziché l’esito del secondo turno elettorale francese diffondeva il Festival delle Identità di Pomezia.

Auguriamoci dall’estero che anche gli italiani residenti riescano alla fine a rendersene conto.

Carlo degli Abbati

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