Ricordare Gianni Clerici scomparso ieri a 91 anni per chi ama “lo sport più bello del mondo” – il Tennis – significa ricordare al tempo stesso l’umanista, lo scrittore, il giornalista ma anche il praticante vero che sapeva leggere e interpretare il suo sport con assoluta competenza

Oltre che il possesso della tecnica (era stato con Fausto Gardini campione italiano di doppio juniores nel 1947 e 1948) c’era in lui il suo fondo poetico, la sua vena descrittiva, la sua immaginazione letteraria. Era questa la materia delle sue celebre divagazioni scritte – Rino Tommasi, altro grande specialista del tennis, lo aveva soprannominato con arguzia “il Dottor Divago” – e lui tutto si sentiva meno che un reporter.

Diceva che “sono i setter che riportano, ma invece un giornalista narra quello che altrimenti non avreste modo di sapere”. Immaginifico nelle sue descrizioni aveva inventato nelle cronache delle espressioni divenute altrettanto celebri del “quasi rete” di Nicolò Carosio come “la semi-riga”, “l’erba battuta di Wimbledon”, il “doppio errore”  per il doppio fallo, double fault. Ma la sua facoltà narrativa era innanzi tutto la espressione della sua competenza di gioco, di essere stato  a differenza di molti altri commentatori sportivi assegnati al tennis un vero conoscitore di questa disciplina. Fra le sue molte opere che comprendono anche il teatro, il romanzo e la saggistica, ricordiamo la sua opera più famosa “500 anni di tennis” e la trilogia “Il vero tennis” (1965) “ Il tennis facile (1972) , “Il grande tennis” (1978). Autore di più di 6.000 articoli sportivi, aveva ottenuto il “Premio Vallecorsi” nel 1987 come miglior giornalista italiano dell’anno e nel 1992 il premio “Penna d’Oro” come miglior editorialista italiano.

Ma certamente a Gianni Clerici tennista farebbe piacere che fossero ricordati i suoi successi giovanili sul campo: oltre ai due titoli junior nel doppio con Gardini, già ricordati, i successi nella Coppa de Galea nel 1950 e nel “Monte Carlo New Eve Tournament” del 1954.

Oggi mi piace immaginare che la celebre coppia di commentatori  del torneo di Wimbledon Rino Tommasi-Gianni Clerici allontanata nel 2011 dall’erba battuta dall’emittente SKY per la continuazione delle cronache non da bordo campo ma da un banale studio di Milano, continuino i loro  scambi prepartita in un  fuori campo sospeso. Sotto l’occhio attento di Suzanne Lenglen, designata arbitra dell’incontro dalla Federazione Celeste Arbitri Internazionali di Tennis.

ALLA FIGLIA CARLOTTA giungano l’affetto e il cordoglio dei TC Prato Genova, TC Torriglia, TC Bonnevoie (Lussemburgo), della redazione di PASSAPAROLA MAG (mensile italiano in Lussemburgo, Francia, Germania).

Carlo Degli Abbati

(Foto: radionorba.it)

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