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Si apre stasera 25 gennaio al BOZAR a Bruxelles, la decima edizione del Festival di Cinema Femminile “Elles tournent”.

Che ruolo svolgono le donne nel mondo della cinematografia oggi?

Da dieci anni, l’associazione “Elles tournent” organizza nella capitale belga uno degli eventi più attesi per gli amanti del grande schermo.Registe, produttrici, realizzatrici, scenografe da tutte il mondo arrivano in città per presentare le loro produzioni.

Storie di donne raccontate dalle donne che ci accompagnano a visitare e conoscere luoghi a noi lontani dove le donne molto spesso sono costrette a lavorare in condizioni inimmaginabili senza neanche gli strumenti base e in posti dove mettono ogni giorno a rischio la loro incolumità pur di raccontare le loro vite.

Per questa decima e storica edizione, il programma ci propone un calendario d’eccezione.

L’opening dedicata alla proiezione del film indiano “Lipstick under my burkha” della regista Amankrita Shrivastava, racconterà una storia di sovversione, ricerca di libertà e rivendicazione della propria sessualità di un gruppo di donne.

Una scelta forte da parte del comitato di selezione dei film e in particolare della sua fondatrice e allo stesso tempo regista Marie Vermeiren. Il film rappresenta un puro atto di rivendicazione della propria libertà e contemporaneamente un atto di liberazione e provocazione.

Dopo varie peripezie legate ai visti per l’Europa da parte della Repubblica Cinese e il Belgio e grazie alla tenacia delle organizzatrici è arrivata a Bruxelles anche la regista cinese Peng Xialoian che presenterà il suo romanzo cinematografico ambientato negli squat di Shangai. La storia di donne, stelle del cinema di una volta, fonte di ispirazione per le giovani di oggi.

 Una panoramica sulla produzione belga sarà proiettata sabato pomeriggio al cinema Vendome poco prima di quella che sarà la proiezione di uno dei film più attesi di tutto il festival: “Dil Leyla” della regista Asli Özarslan,

Donne e politica, lì dove la politica, le relazioni, i cambiamenti sono davvero difficili da mettere in atto soprattutto se è una donna a prendere le decisioni. Ambientato in una città curda del sud della Turchia, una giovane sindaca di 25 anni cercherà di far rinascere questa città distrutta dalla guerra.

 L’ultimo giorno di festival si aprirà domenica con la presentazione del collettivo di realizzatrici belgo-francofone (BELA), presso il centro Mundo B, al motto di “Esistiamo e rivendichiamo l’uguaglianza, quindi la parità”.

 Dalla Polonia arriva “The art of loving“, della regista Maria Sadowska, un film sulla rivoluzione sessuale e l’opposizione alla censura. In questo momento in cui la Polonia sta per rendere effettiva la legge che proibisce l’aborto, ora più che mai bisogna dare attenzione e visibilità a coloro che tramite il proprio lavoro creano atti di resistenza a sistemi e leggi che sono un oltraggio alla libertà di scelta e alla libertà di essere chi si vuole.

Vi aspettiamo al Bozar e al cinema Vendome per quello che sarà un festival davvero unico e sorprendente.

Nicoletta Voltarelli

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