su Componidori
Su Componidori (al centro) con su segundu e su terzo

La Sartiglia, splendida giostra d’origine medioevale, ha colorato la Oristano nei giorni di domenica e martedì grasso. Circa 50.000 le persone che hanno assistito domenica 7 febbraio alla Corsa alla Stella e alle pariglie del pomeriggio, sotto una fitta pioggia che non ha però impedito il corteo in costume di 120 cavalli, cavalieri e cavallerizze guidato da Francesco Castagna, su Componidori (il capocorsa) e preceduto dai trombettieri e tamburini, dalle massaieddas (le donne che vestono il Componidori) e dal gremio (antica corporazione) dei Contadini.

Trombettieri
Tamburini in corteo

Donne, uomini e bambini che partecipano al corteo indossano abiti antichi, opere maestose d’artigianato regionale, che mantengono inalterata la tradizione millenaria dei tessuti della Sardegna.

Abiti che sono pezzi unici ai quali schiere di artigiani lavorano tutto l’anno, intrecciando disegni, simboli e colori di antiche tessiture e ricami che parlano di un’isola arcaica e primitiva.

 

La prima stella
La prima stella
donne in corteo co abiti tipici
Donne in corteo con abiti tipici

Una giostra antica, Sa Sartiglia, che deriva il suo nome dallo spagnolo sortija ovvero anello. Il momento più intenso e atteso da tutta la popolazione oristanese è la prova in cui su Componidori per primo e tutti gli altri cavalieri di seguito, cavalcando a velocità sfrenata lungo un percorso che si immerge nel cuore della cittadina, cerca di infilzare con la spada la stella appesa in alto, tra due sostegni. Tante più stelle si infilzano tanto più rigoglioso e abbondante sarà il raccolto, come vuole la tradizione.

corteo: cavalieri e cavalerizze
Corteo: cavalieri e cavalerizze

Una storia, quella della Sartiglia, che affonda le sue radici ai tempi del rennu de Arbaree cioè il Giudicato di Arborea, uno dei quattro Stati indipendenti formatisi in Sardegna dopo la caduta dell’impero bizantino. Qui Eleonora, dopo l’assassinio del fratello, divenne Judicissa e ne prese la reggenza. Eleonora d’Arborea revisionò la Carta de Logua suo tempo promulgata dal padre – rielaborando in lingua sarda la raccolta di leggi che restò in vigore fino al 1827.

 

Una dama a cavallo
Eleonora d’Arborea

Oristano che era una delle sue residenze sarde, la ricorda dedicandole una delle piazze principali, Piazza Eleonora, dalla quale è partito il corteo di Sa Sartiglia, che ha reso magico il Carnevale 2016.

Picci

 

 

Potrebbe interessarti anche questo

K-Pop Revolution 2 a Mainz: l’Asia Pop parla europeo (e italiano)

La seconda edizione della K-Pop Revolution (Magonza – Germania, 21-22 febbraio) ha trasformato la città renana in un crocevia internazionale dove Corea del Sud e Thailandia hanno dialogato con un pubblico europeo sempre più consapevole, con una presenza italiana particolarmente…

8xmille: al via la nuova campagna della Chiesa cattolica

Negli spot, on air dal 12 aprile, il racconto dell’impegno quotidiano della Chiesa accanto ai più fragili. Una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 12 aprile la campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica con…

1Verse – Oltre i confini. Identità collettiva tra radici e sperimentazione

Il panorama musicale contemporaneo è sempre più caratterizzato da formazioni capaci di abbattere le barriere geografiche, e i 1VERSE ne sono l’esempio più vivido. Con una formazione composta da Seok, Nathan, Kenny e Aito, il gruppo rappresenta un mosaico culturale…

Giovanni Gastel: la vita trasformata dallo sguardo

Una mostra da non perdere quella di Giovanni Gastel. Il titolo racchiude già la sua essenza: Rewind. A Milano, Palazzo Citterio, fino al 26 luglio 2026  In questa mostra c’è tutto Giovanni Gastel, tutta la sua umanità, tutta la sua capacità…