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Parlare, disegnare perfino pensare in alcune parti del mondo è impedito da leggi  non scritte che vincolano uomini e donne al silenzio. Non qui, non in occidente, non nell’Europa culla dell’illuminismo che basa le sue democrazie sulla libertà di espressione e di opinione.

È passato un mese dalla tragedia di Parigi e ne parliamo in questo nostro primo numero dell’anno. Per il senso di riparlarne. Per scongiurare ciò che colleghi e opinione pubblica temevano all’indomani dell’attentato. Ovvero l’oblio e l’indifferenza. Usciamo in edicola un mese dopo quel maledetto 7 gennaio 2015 in cui 12 redattori della rivista Charli Hebdo sono stati uccisi brutalmente da due assassini. Così possiamo mantenere viva l’attenzione e attiva l’allerta. Tante le riflessioni che sono state fatte e che si possono ancora fare sull’episodio : sulla libertà d’espressione, sui limiti della satira, su quanto le religioni influiscano sulla vita degli uomini, sulla sicurezza, sull’integrazione, sulla laicità. Siamo stati Charlie e abbiamo marciato per la libertà d’espressione. Continuando a riflettere e a promuovere la parola libertà.

Ai vignettisti martiri d’Oltralpe l’omaggio commosso della nostra Rivista per mano di Alessio Spataro, illustre vignettista italiano nella pagina a fianco. Coraggioso e dissacrante. Onesto e libero. Come erano loro. Come vogliamo esserlo noi. Che cerchiamo onestamente, tutti i giorni, di vivere in base alle idee di libertà, fraternità, uguaglianza.

 

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