Nella top five anche Masini Fedez, Fulminacci, Arisa e Ditonellapiaga

Si è conclusa con una prima classifica parzialmente annunciata e qualche emozione autentica la serata inaugurale della 76ª edizione del Festival di Sanremo. Tutti e trenta i big in gara sul palco dell’Ariston, un ritmo sostenuto ma mai soffocante, e una co-conduttrice, Laura Pausini, che ha lasciato il segno per equilibrio, simpatia e portando sul palco un sorriso autentico senza mai rubare la scena alla musica. Non si è mai persa nel compiacimento, non ha ecceduto né in serietà né in intrattenimento. Una co-conduttrice centrata, professionale: tra le migliori degli ultimi anni, senza esagerare.
Carlo Conti ha mantenuto la promessa: niente maratone infinite, nessuno sconfinamento nei meandri della notte. Nonostante si siano esibiti tutti e 30 i cantanti in gara, la prima serata si è chiusa intorno all’1:40, con la proclamazione della top 5 stilata dalla giuria della Sala Stampa, TV e Web — unica chiamata al voto in questa prima puntata — e il passaggio di consegne al DopoFestival. Un ritmo che ha sorpreso piacevolmente, anche se sui social qualcuno ha lamentato una serata “lineare” e priva di grandi guizzi extra-musicali. Ma in fondo, forse era proprio questo l’obiettivo: lasciare che fossero le canzoni a parlare. Meglio, molto meglio così…

La giuria ha premiato — in ordine casuale, senza posizioni rivelate — cinque artisti che hanno saputo conquistare la platea e la sala stampa. Primo nome annunciato da Carlo Conti è stato quello di Arisa, tornata sul palco dell’Ariston in abito bianco tra i violini, con Magica Favola, una ballata intima e potente in cui canta la pace ritrovata con se stessa. Una delle interpretazioni più toccanti della serata.
Acclamatissimi dal pubblico Fedez e Marco Masini con Male Necessario: un connubio arrivato dopo il duetto dello scorso anno nella serata cover, costruito su un contrasto che funziona alla perfezione. La fragilità confessata e quasi cruda di Fedez si intreccia con la potenza vocale tragica di Masini in un brano che ha fatto alzare di brutto la temperatura dell’Ariston. Applausi lunghi, meritati.

Grande prova anche per Serena Brancale, che con Qui con me ha commosso — e si è commossa — raccontando la perdita della madre. Una canzone che porta il peso della memoria familiare e lo trasforma in musica vera, capace di arrivare dritta allo stomaco.
Nella cinquina anche Fulminacci con Stupida Sfortuna e Ditonellapiaga con Che Fastidio!, prima a salire sul palco nella serata.

Non tutto è stato all’altezza delle aspettative. Malika Ayane, alla sua sesta partecipazione al Festival, è parsa un po’ sotto tono con i ritmi tribali di Animali Notturni, un brano che forse va riascoltato. Ermal Meta ha proposto con Stella Stellina una ninna nanna sull’orrore della guerra. Tommaso Paradiso ha dedicato una ballata contemporanea alla figlia, elegante e sentita.
Qualche difficoltà tecnica per Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, che ha vissuto un momento di tensione a causa di un microfono che non partiva. Lo ha rincuorato proprio Laura Pausini con la sua abituale spontaneità. Prima storica in assoluto per le Bambole di Pezza, prima rock band tutta al femminile a calcare il palco di Sanremo. Pontentissime!

La 76ª edizione del Festival di Sanremo si presenta con un volto ordinato e rispettoso del pubblico. Niente eccessi e tanto spazio alle canzoni. È presto per i verdetti definitivi — mancano ancora la seconda e la terza serata, con televoto e giuria delle radio a integrare il quadro — ma i contorni di una gara avvincente cominciano già a disegnarsi. Serena Brancale e Fedez-Masini sembrano essere i nomi su cui si concentrano le aspettative maggiori. Ma incombe il “rischio” Sal Da Vinci…

Gilda Luzzi

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