Seconda Elisa, terzo Gianni Morandi

Tutto secondo pronostico. La 72esima edizione del Festival si chiude senza sorprese: vincono Mahmood & Blanco con la canzone Brividi, seconda Elisa con O forse sei tu (che vince anche il premio Bigazzi per la miglior composizione musicale), terzo Gianni Morandi con Apri tutte le porte. Morandi vince anche il premio della Sala Stampa Lucio Dalla e Massimo Ranieri il premio della critica Mia Martini. Premiata per il miglior testo Sei tu di Fabrizio Moro.

In questo terzo mandato di Amadeus i numeri, più che la musica, hanno fatto la differenza. Ascolti altissimi in termini assoluti e di share, con picchi che non si raggiungevano dal lontano 1995 in piena era baudiana. La musica, nonostante l’estrema diversificazione degli stili e di cantanti, attinti dai talent e dai social (Aka7even, Sangiovanni, Matteo Romano) ma anche dalla tradizione italiana più radicata (Massimo Ranieri, Gianni Morandi, Iva Zanicchi), è rimasta sempre un po’ in disparte, mal sostenuta da testi poco interessanti.

E’ stato un Sanremo Amacentrico, con uno spazio risicato lasciato alle sue partner femminili – le monologanti o non monologanti come Sabrina Ferilli, inspiegabilmente “inutilizzata” durante questa serata finale. Con una ricerca quasi ossessiva del politically correct, spesso fuori luogo in un contesto di leggerezza quale deve essere l’atmosfera di Festival.

Cala il sipario su un’edizione “quasi normale” sotto l’aspetto della partecipazione del pubblico, tornato all’Ariston seppur con mascherina e green pass. Mentre si spengono le luci del teatro, dove si è anche ballato, va ricordato che nel resto del paese restano ancora molte criticità nell’ambito delle restrizioni da pandemia o post-pandemia e che il settore della musica, così come il cinema e il teatro, versa ancora in una grave crisi e il Festival di Sanremo non può e non deve rimanere un’isola felice per pochi privilegiati.

Gilda Luzzi

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