Eccoci arrivati a “La bella estate”, tanto per il piacere di citare una celebre opera del grande Cesare Pavese. Perché dopotutto la cultura è lo scopo della nostra asbl e della Rivista che da quasi 17 anni pubblichiamo 10 volte l’anno (a proposito: vi ricordiamo che ad agosto non usciamo, come è solito). Cultura italiana da sostenere e promuovere.

ESCH2022: CONTO ALLA ROVESCIA

Comincia questo mese un racconto a tappe che vi farà scoprire più da vicino il docu-film che stiamo realizzando in occasione di Esch2022 Capitale Européenne de la Culture.

Ve lo faremo spiegare dagli stessi protagonisti. Cominciando proprio da chi sta dietro la cinepresa

FABIO BOTTANI, il regista:
«I giovani scopriranno quanto sono fortunati»

Vivi a Lussemburgo da oltre 20 anni e hai la doppia nazionalità; come pensi che le giovani generazioni accoglieranno questo prodotto che parla di una storia italiana che un po’ gli appartiene, ma che quasi nessuno di loro conosce?
Secondo me saranno più consapevoli della fortuna che hanno di vivere qui, in un’epoca con più benessere e meno discriminazioni. Inoltre potranno scoprire come era il Lussemburgo prima che vi si stabilissero banche e istituzioni europee, ovvero un Paese di operai, artigiani, minatori, che si sono spezzati la schiena per contribuire a rendere il Granducato ciò che è oggi. In fondo noi giovani che andiamo all’estero per studiare o lavorare e cominciare una nuova vita, siamo poi così tanto diversi da loro?…

Hai frequentato la Scuola Europea; cosa ti senti di dire a chi la sta per terminare e non ha ancora deciso cosa studiare/fare dopo la maturità? 
A 18-19 anni il futuro è ancora un mistero. Però ho notato che spesso i maturandi, nelle loro scelte, non danno molta importanza alla cultura. Cosa che invece dovrebbero tenere molto più in considerazione. Chi è venuto prima di noi ha fatto l’Europa, ma per essere davvero uniti e vicini la cultura è importante e sono convinto che il cinema possa aiutare molto i giovani in tal senso.

Fabio Bottani, italo-lussemburghese, classe 1996, nato a Milano, dopo quasi 5 anni vissuti in Portogallo si è trasferito con i genitori nel Granducato. Dopo la Scuola Europea si è diplomato alla Vancouver Film School in Canada. Ha già lavorato su diverse produzioni locali come freelance. Questo è il suo primo film.

MARCELLO MERLETTO, il direttore della fotografia:
«Il tema delle migrazioni mi è caro da sempre»

Come è nata questa idea?
Il tema delle migrazioni mi è caro da sempre; nel 2016 ho realizzato il documentario Wallah Je te jure per le Nazioni Unite, raccontando le disavventure di chi attraversa il deserto del Niger diretto verso la Libia, da dove spera di imbarcarsi per raggiungere l’Europa. In Lussemburgo, dove l’ho presentato, ho conosciuto Remo Ceccarelli, ho letto il suo libro e così ha preso forma l’idea di approfondire il tema degli italiani immigrati in Lussemburgo durante la prima metà del secolo scorso.  

Lavori da anni sia in Italia che in Lussemburgo. Che differenze riscontri nel tuo mestiere fra i due Paesi?
In Italia lavoro per lo più a Milano nell’ambito degli spot pubblicitari. In Lussemburgo ho avuto la possibilità di potermi sperimentare maggiormente in progetti cinematografici. In entrambi i Paesi ho avuto la fortuna di poter collaborare con ottimi professionisti, competenti e affidabili, come sul set de L’arrivée de la Jeunesse.

Marcello Merletto, 42 anni, lombardo, dopo una laurea in scienze dell’educazione e un lavoro da educatore per adolescenti, si dedica allo studio della cinematografia. Lavora nel campo del cinema, con nomi come Tom Hanks, Julia Roberts e Robert De Niro, e della pubblicità. Con il cortometraggio L’ultimo Crocevia approda a Cannes. Il suo primo lungometraggio è Le voci sole. Lavora fra l’Italia e il Lussemburgo. 

Cultura intesa come conoscenza, sapere, scoperta, memoria. Da quasi 17 anni facciamo tutto questo con passione, impegno e costanza. E anche con un po’ di amarezza. La stessa amarezza con la quale abbiamo dovuto prendere atto che il governo lussemburghese, durante l’emergenza sanitaria, non ci ha purtroppo minimamente sostenuto a livello finanziario. Non ci ha aiutato né come rivista né come asbl. È stato davvero difficile proseguire nel nostro intento e non mancare mai all’appuntamento con i nostri lettori, nemmeno quando siamo stati costretti a pubblicare i 4 numeri in formato digitale. È sempre difficile ancora oggi, che i contributi italiani del MAECI alla stampa italiana all’estero sono in ritardo di ben oltre un anno. Difficile, ma non impossibile, almeno per noi, che non abbiamo mai smesso di credere, sperare, pensare a ciò che potesse almeno rappresentare una fonte di introito per coprire le spese vive. Ed è così che sono arrivate le Pillole di Vita Pratica e le conferenze organizzate nel quadro dello SPORTELLO ITALIANI IN LUSSEMBURGO, oltre alla presenza fisica alla Dante Alighieri, asbl, con la quale condividiamo la gestione di uno dei due progetti del Comites, realizzati con il sostegno dell’Ambasciata italiana. Poi è arrivata la terza edizione della guida per gli expat italiani.

Ed è così che è arrivata, su tutte, la grande soddisfazione di vincere un appel a projet per Esch Capitale europea della Cultura 2022. Realizzeremo un docufilm sulla storia dell’immigrazione italiana nel Granducato. Prima settimana di riprese a fine agosto nell’area di Esch-sur-Alzette e dintorni. Tutte tappe che ci gratificano, oltre all’importante e necessario contributo economico, perché sono la prova di un riconoscimento istituzionale: per ciò che siamo e per ciò che rappresentiamo, ovvero la terza comunità straniera presente nel Granducato, protagonista di una storia che supera i cento anni e che ha lasciato (e lascia ancora) il segno: dalla politica all’urbanistica, dall’imprenditoria alla cultura. In attesa di ridarvi appuntamento a settembre vi invitiamo a seguirci anche durante la pausa estiva. E continuate a sostenerci abbonandovi o parlando di noi. Fate passa-parola!

Pendant la pause estivale (le prochain numéro de PassaParola sortira en septembre), nous continuons à travailler à la réalisation d’un film documentaire sur l’émigration italienne au Luxembourg et dans le grand’est. Un beau projet qui se réalise malgré les nombreuses difficultés que nous avons connues pendant la pandémie.Nous comptons sur le bouche à l’oreille pour nous suivre et nous soutenir avec les abonnements. Bonnes vacances ! Bonne lecture!

Maria Grazia Galati e Paola Cairo

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