La serata delle cover è tradizione al Festival di Sanremo, così come è tradizione portare sul palco dell’Ariston una valletta che non sappia parlare italiano o che si esibisca in gaffe più o meno ripetute.

Pensavamo che quest’anno la tradizione fosse stata sfatata: abbiamo apprezzato la sicurezza scintillante di Diletta Leotta, la classe  elegante di Rula Jebreal, l’impostazione professionale di Laura Chimenti e di Emma d’Aquino, la grinta esuberante di Sabrina Salerno.

Di “papere” neanche l’ombra…  Ma, si sa, la tradizione va invece rispettata e così Amadeus si è impegnato anche in questo ed è riuscito nell’impresa: Georgina Rodriguez, famosa per essere la più recente compagna di Cristiano Ronaldo, è riuscita a non “spiccicare” neppure una parola di italiano e a storpiare nomi neanche troppo complicati come il trisillabe Masini diventato Masana.

Oggi è giovedì e in  qualità di “Badante 2.0” Fiorello si è concesso una giornata di meritato riposo. Al suo posto, per la velocità di espressione linguistica e simpatia, l’altra valletta della serata, l’albanese Alketa Vejsiu, giornalista e presentatrice del più famoso Festival musicale del suo paese, che, per disinvoltura, sembra essere nata e cresciuta qui, sul palco dell’Ariston.

Un’altra tradizione da rispettare è quella per la quale al Festival si parla d’amore. Lo hanno fatto molti dei cantanti in gara e ha sublimato il concetto Roberto Benigni che ha raccontato “la canzone delle canzoni. Il Cantico dei Cantici che sta nella Bibbia. La prima canzone scritta nella storia dell’umanità, forse scritta da una donna. Una canzone d’amore, che esalta proprio l’amore fisico. È l’apice, la vetta della poesia di tutti i tempi, una meraviglia dell’umanità”.”Il Cantico – continua – racconta tutte le coppie: la donna con il suo uomo, la donna con la sua donna, l’uomo con il suo uomo. L’amore non è il mistero è il luogo dove tutti i misteri si sciolgono”. Benigni sa modellare le parole e con la loro forza magnetica sa trasportare lo spettatore all’interno del racconto. Magistrale! Ma tuttavia, un monologo di oltre 40 minuti, anche molto impegnativo dal punto di vista lessicale, all’interno di una manifestazione musicale di durata già smisurata, ha prodotto parecchi picchi di calo di interesse con conseguente improrogabile pausa caffé…

Stasera l’amore si è diffuso nell’aria grazie anche alle note dei duetti e delle cover scelte dai cantanti che, in molti casi, hanno realizzato interpretazioni di livelli altissimi, mentre in altri ci è apparso esagerato il tentativo di personalizzazione che ha totalmente snaturato canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana.

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Tra quelli che ci sono piaciuti, su tutti  Raphael Gualazzi che insieme a Simona Molinari ha cantanto “E se domani”; Enrico Nigiotti che insieme all’autore Simone Cristicchi ha cantato “Ti regalerò una rosa”; Paolo Jannacci, che ha omaggiato il padre e con Mandelli e Moretto ha cantato “Se me lo dicevi prima”. Migliore in assoluto, come decretato anche dalla giuria dei musicisti (classifica riportata a fine articolo), Tosca che ha cantato insieme a Silvia Perez Cruz “Piazza Grande”. Mentre l’ascoltavo mi è subito venuto in mente un pensiero: “A Lucio sarebbe proprio piaciuta!”

Gilda Luzzi

 

Classifica dei musicisti

1) Tosca

2) Piero Pelù

3) Pinguini Tattici nucleari

4) Anastasio

5) Diodato

6) Le Vibrazioni

7) Paolo Jannacci

8) Francesco Gabbani

9) Rancore

10) Marco Masini

11) Raphael Gualazzi

12) Enrico Nigiotti

13) Rita Pavone

14 Irene Grandi

15) Michele Zarrillo

16) Achille Lauro

17) Levante

18) Giordana Angi

19) Elodie

20)Alberto Urso

21) Junior Cally

22) Riki

23) Elettra Lamborghini

24) Bugo e Morgan

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