realg

 

In occasione del loro 30° anniversario, abbiamo incontrato in dicembre a Neunkirchen (Germania),  il  gruppo A-Cappella scandinavo The Real. Già nel  2002 furono invitati ad esibirsi alla cerimonia d’apertura dei Campionati Mondiali di Calcio in Corea del Sud e Giappone e da anni incantano  il pubblico con canzoni come Chili con Carne, Pass me the Jazz e Bad, il mix dedicato a Michael Jackson. Li abbiamo intervistati.

Siete ormai in concerto da oltre 30 anni. Tra tutte le scene che avete calcato ce ne è qualcuna che considerate la più esotica?

Siamo in cinque e sicuramente ci saranno risposte diverse. È pur vero che siamo un gruppo, ma abbiamo anche percezioni differenti. Per alcuni di noi è stato il Giappone: è una nazione così distante che non visiteresti tanto per, tranne che tu non abbia degli affetti o per affari. Abbiamo avuto il privilegio di esibirci in Giappone diverse volte e conoscere un pubblico così diverso dal pubblico europeo. Ma anche il nostro concerto in una tenda in Sudafrica non è da meno. Eravamo stati invitati da una ONG che raccoglieva soldi per l’educazione  scolastica e l’assistenza sanitaria di bambini svantaggiati. Questa tenda si trovava in un villaggio che poteva essere raggiunto solamente quando non aveva piovuto, altrimenti non era possibile attraversare il letto del fiume. Un posto sperduto in cui non  c’erano infrastrutture né strade.  L’aspetto esotico dell’esibizione in tenda in Sudafrica non è dovuta solo alla location ma anche al pubblico. Le donne adulte, quando sentivano qualcosa che gli piaceva iniziavamo con canti e gridolini di gioia. Per noi, a dire il vero, era un po’ strano, specialmente quando stavamo cantando una canzone lenta, una bella ballata sentire queste manifestazioni di gioia un po’ “rumorose”.

Ma potremmo anche dire che l’esoticità sta anche nel nostro repertorio, visto che sperimentiamo cose diverse in luoghi diversi. C’è stata la chiesa in Sudafrica, la Chiesa a Costanza o un bar in Scandinavia: potremmo  forse dire che ogni volta  in cui esibiamo in palchi non tradizionali quali possono essere considerate le sale concerto o i teatri, il luogo per noi è esotico.

Che rapporto cercate di instaurare con il pubblico?

Quello che a noi preme raggiungere è la reazione del pubblico. Se applaudiscono, sorridono o ridono allora ci rendiamo conto che siamo riusciti a raggiungerli. Quando riusciamo a far entrare in gioco le emozioni sappiano di essere riusciti a stabilire un legame con il pubblico. Ci piace pensare che il pubblico porti a casa con sé parte del concerto e ci continui ad ascoltare anche in altre occasioni.

Secondo noi non esiste un pubblico “non reattivo”. Se non riusciamo a stabilire un contatto con il pubblico ciò succede perché in quel momento uno di noi, magari, non sta bene con se stesso e questa sua inadeguatezza si trasferisce su chi è venuto a vederci. Cerchiamo di eliminare questi stati e, quando saliamo sul palco, siamo al 100% per il nostro pubblico che è venuto a vederci e si merita di ricevere una spettacolo di qualità.

È anche capitato, qualche volta, di non sapere cosa ci potessimo aspettare dal pubblico perché era la prima volta che si esibivamo in quella nazione e poi, quando salivamo sul palco, trovarci travolti da un calore e una gioia indescrivibile. Queste sono le occasioni che gratificano.

Forse il segreto è di non avere aspettative precise in merito alle reazioni del pubblico. Per ritornare ai nostri concerti in Giappone, per esempio, abbiamo già detto che il pubblico era diverso da quello che abbiamo avuto in altri posti. Se prendiamo il pubblico statunitense, per esempio, è un pubblico che ti interrompe e grida continuamente. È il loro modo di dimostrarti che stanno apprezzando il tuo lavoro. Il pubblico giapponese, invece,  molto silenzioso, calmo ed educato. All’inizio forse verrebbe da pensare che non gli piacciamo, mentre è semplicemente nella loro cultura aspettare la fine del concerto per mostrare l’apprezzamento.

Progetti per il 2015?

Una nuova tournè per festeggiare i nostri 30 anni insieme, anche se quest’anno Anders Jalkeus (uno dei membri fondatori) ha deciso di smettere e di dedicarsi a nuovi progetti e poi anche il nostro corso estivo per cantanti A- cappella. Sempre in musica, insomma.

Per conoscere le date dei futuri concerti visitate il sito http://www.therealgroup.se/

 

 

Elisa Cutullè

 

 

Potrebbe interessarti anche questo

Il belcanto è…”opera d’arte”!

All’interno della Fondazione Valentiny a Remerchen ha avuto luogo lo scorso 27 maggio 2026 la Masterclass pubblica con gli allievi di canto lirico di Sequenda Opera Studio sotto la direzione della soprano milanese Barbara Frittoli.  A due passi da Schengen…

@Voices: fare i figli è più facile all’estero? (podcast)

(Puntata 949) Il libro Crescere expat. Famiglie italiane in giro per il mondo della giornalista Eleonora Voltolina racconta la vita delle famiglie italiane expat: oltre 30 istantanee per offrire uno spazio di rappresentanza alla sterminata varietà di queste situazioni: «Famiglie…

Una firma per l’8xmille, gesto sinodale

L’arcivescovo abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, mons. Erio Castellucci, è vicepresidente della CEI e presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale. Proprio nell’ottica di questo percorso di comunione delle Chiese che sono in Italia, analizza punti di forza…

@Voices: disco del mese e disco rivelazione (podcast)

(Puntata 947) A VOICES BY PASSAPAROLA, la trasmissione italiana su Radio ARA, appuntamento con i nuovi DISCO DEL MESE e DISCO RIVELAZIONE del mese di maggio scelti da Paolo Travelli Il primo a firma della storica formazione dei THE DINING…